Quelle 900 scimmie da vivisezionare

Ovvero, alleva animali poi venduti ai laboratori per ricerca. L’azienda è finita da anni sotto tiro da parte delle associazioni animaliste. Perché offre ‘prodotti’ ad aziende farmaceutiche e laboratori universitari:

In Italia si occupa prevalentemente di sperimentazione per conto terzi e, appunto, allevamento destinato alla vivisezione: topi, ratti, conigli, cavie, primati e altri grandi mammiferi. Fa stallo per il trasferimento di cani beagle (gli stessi allevati dalla società Green Hill) e si è specializzata nella “produzione” di animali geneticamente modificati per un migliore utilizzo nella sperimentazione. Esempi? Le specie “programmate” a sviluppare il cancro o con difese immunitarie funzionali all’inoculazione dei virus della polio e del vaiolo delle scimmie.

La Harlan, americana, ha due strutture in Italia: oltre a questa lombarda ce n’è una in Friuli, in provincia di Udine. Gli animali arrivano dalla Cina, e le autorizzazioni ci sono tutte. Ma le proteste non si sono fermate:

«Questo è uno dei centri di sperimentazione più tristemente famosi in Italia — dice Paolo Mocavero, presidente dell’associazione “Cento per cento animalisti” che da ieri ha organizzato un presidio di fronte allo stabilimento di Correzzana — . La vivisezione sui primati in Italia è molto restrittiva ma le normative vengono regolarmente aggirate con autorizzazioni di veterinari compiacenti. Chiediamo alle autorità competenti di fare controlli sulla regolarità di un’importazione così massiccia di primati».

Sono circa 600 i centri italiani collegati alla vivisezione di animali:

Due milioni e 600 mila gli esemplari utilizzati tra 2007 e 2009 (di cui 618mila usati per la ricerca sui farmaci). Un giro d’affari da decine di miliardi, dietro il quale si nasconde un mondo fatto anche di situazioni che vanno oltre il limite della decenza e della civiltà. L’incursione, nell’autunno del 2006, dei militanti del Fronte Liberazione Animale nel laboratorio Harlan di Correzzana, portò alla luce una realtà fino a allora sconosciuta: migliaia di roditori in pile di gabbie di plexiglas, decine di cadaveri fotografati nei frigoriferi del laboratorio, alcuni dei quali impalati con stuzzicadenti, ma soprattutto decine di macachi conservati in condizioni squallide, tra sangue e feci, prima di finire nella catena della sperimentazione. La stessa alla quale verranno avviate le 900 scimmie in arrivo dalla Cina. Un secondo caso Green hill è in arrivo?

 

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