San Raffaele:la tortura degli animali

Attivisti denunciano la tortura degli animali negli ospedali italiani. La protesta parte da Milano, dove gli animali sono utilizzati dai ricercatori come cavie di laboratorio

Quattro attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill si sono incatenati domenica scorsa alla gabbia dei macachi nel giardino del San Raffaele per denunciare i segreti degli ospedali milanesi: la tortura degli animali! Agli occhi dei cittadini ignari balza adesso una verità che a volte si preferisce non vedere.
Presso i diversi centri di ricerca presenti all’interno del complesso San Raffaele di Milano vengono utilizzati animali come cavie da laboratorio: si pratica cioé la vivisezione.
Topi, ratti, conigli, pecore, maiali e anche macachi, sono utilizzati continuamente dai ricercatori di quello che è il fiore all’occhiello della
ricerca medica milanese, ma nessuno dice ai ricoverati presso l’ospedale che a poca distanza dalle loro stanze vengono eseguiti esperimenti sul cervello di animali o espianti di organi. La forza del mondo della vivisezione sta nella segretezza. Nessuno deve sapere.
Per far conoscere alcuni dei luoghi dove a Milano gli animali vengono torturati e uccisi per la ricerca oggiuna quindicina di attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill hanno deciso di incatenarsi alla gabbia dello zoo del San Raffaele dove sono presenti i macachi, chiedendo chiarezza e luce su quanto accade agli animali all’interno dell’ospedale.
In Italia ci sono ben 600 laboratori di vivisezione, di cui 130 in Lombardia. Molti di questi sono all’interno di università e perfino ospedali. Il San Raffaele non è infatti l’unico ospedale milanese a nascondere torture sugli animali, anche presso il San Paolo, il Policlinico e l’Humanitas si fanno esperimenti su diverse specie.
Dentro il fiore all’occhiello della ricerca milanese vengono condotti esperimenti su macachi, trasformati geneticamente dai ricercatori del centro in “perfetti modelli sperimentali per malattie umane”. Vengono fatti esperimenti di neurologia sul loro cervello, gli vengono iniettate sostanze nella spina dorsale per verificarne gli effetti oppure fatte abbassare le difese per ricerche sull’AIDS.
Nei centri del San Raffaele si fanno continuamente operazioni chirurgiche su maiali a cui vengono inserite valvole nel cuore o provati diversi tipi di trapianti.
Topi e ratti vengono manipolati geneticamente e utilizzati in tanti tipi di esperimenti, dalla virologia all’oncologia. La fine degli animali è sempre la stessa: la morte. Poi vengono buttati nella spazzatura e inceneriti.
Di fronte ad una crescente sensibilità sul tema e ad un incalzante movimento che chiede libertà per gli animali, considerati in questa
società come oggetti, cavie, macchine da riproduzione, il mondo scientifico si difende spostando sempre la questione su un piano scientifico. Quello che noi attivisti diciamo è che non è eticamente accettabile ridurre qualunque altro essere vivente, considerato inferiore, a cavia per noi stessi. Un tempo questa discriminazione colpiva altri esseri umani, nati in altre parti del mondo o con la pelle di un colore

diverso. Adesso tocca agli animali. E’ ora di dire basta alle torture nei laboratori! Vedi il video:

http://youtu.be/D7Qx0YCk_XA

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