Ascanio Celestini:”Cari compagni”

“Cari compagni”

Ascanio Celestini, in onda sabato scorso su La7, riferendosi al pubblico per distinguerlo, così dice, da loro “che sono i padroni”, la borghesia. Questi cari compagni che si sono “arresi”.

Mentre, se ci fosse ancora qualche vecchio rappresentate tra noi, le cose andrebbero diversamente.

Per esempio, se ci fosse Antonio Gramsci:

Gramsci chiamerebbe un poeta a fare il ministro della cultura, non un barone univesitario […] Chiamerebbe un lavoratore precario, uno per il quale precarietà non è una parola da pronunciare con la lacrimuccia, bensì una condizione che si vive quotidianamente

Cari ex compagni e ex compagne speriamo che arrivino i marziani […] e che la facciano loro la vostra bella rivoluzione, quella che voi non siete più nemmeno in grado di sognare.

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