GRILLO: “USCIAMO DALL’EURO, NON POSSIAMO PIÙ PERMETTERCELO”

«Non si tratta di essere ostili in principio all’euro, ma di poterselo permettere». Beppe Grillo, sul suo blog, torna a riproporre l’uscita dalla cosiddetta ‘moneta unica’, definizione che peraltro contesta. «Quando si mette in discussione l’euro, la reazione indignata e corale è ‘non possiamo uscire dall’Europa’, come se l’Europa si identificasse con l’euro», scrive, anche se in realtà «su 27 Stati aderenti alla UE, dieci hanno mantenuto la loro divisa, tra questi Gran Bretagna, Svezia, Polonia, Repubblica Ceca, Danimarca che non rischiano alcun default».

E l’euro, sottolinea, non è affatto la «moneta unica» europea: «L’euro è limitato a 17 Stati e chi è fuori si guarda bene dall’entrare nella zona euro. Chi è oggi in crisi in Europa? In assoluta prevalenza i Paesi che hanno adottato l’euro con economie cosiddette ‘deboli’». «La domanda – prosegue – è ‘Deboli rispetto a chi?’, ovviamente rispetto alla Germania. Stati come Portogallo, Italia, Irlanda, Spagna, Grecia e forse in futuro Francia e Olanda non possono reggere il passo dell’economia tedesca. Una moneta dovrebbe riflettere il valore dell’economia di un Paese, ma l’euro rappresenta al più il valore del marco. È necessario un piano B nell’eventualità che si debba tornare alla lira».

L’euro, è insomma la tesi del leader di M5S, non ce lo possiamo permettere: «Per rimanere nell’euro stiamo affamando il Paese, strangolando le aziende, trasferendo la ricchezza privata a copertura degli interessi sul debito pubblico che è (purtroppo) in euro. Se fosse in lire potremmo risolvere il problema del debito con la svalutazione della nostra moneta. Da quando Rigor Montis ha deciso di applicare la sua manovra di lacrime e tasse per salvare l’Italia siamo sprofondati, hanno chiuso circa 140.000 aziende nel primo trimestre, la disoccupazione è alle stelle e gli imprenditori suicidi non si contano più, il valore degli stipendi è ritornato al 1983. L’IMU, l’IMU bis e il Super IMU sono alle porte. L’Italia boccheggia come una balena spiaggiata».

Grillo conclude: «Se per rimanere nell’euro e pagare gli interessi sul debito alle banche, in prevalenza tedesche e francesi, dobbiamo uccidere l’economia del nostro Paese forse è il caso di fermarsi a riflettere. In particolare se il debito pubblico e lo spread aumentano comunque mentre veniamo strangolati. L’euro non può essere un tabù».

fonte:leggo.it

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