I timori del settore fotovoltaico in vista del Quinto Conto Energia

Tema ‘caldo’ di questi giorni, il Conto Energia è il meccanismo di incentivazione dedicato agli impianti solari fotovoltaici e solari termodinamici. Il Governo è al lavoro sulle bozze del Quinto Conto Energia che andrà a sostituire l’attuale Quarto per il quale è previsto un aggiornamento in caso di eccessivo ‘peso’ degli incentivi erogati sotto forma di un pagamento per ogni chilowattora prodotto, con risorse prelevate dalle bollette elettriche dei consumatori. E intanto il settore delle rinnovabili si prepara a scendere in piazza il 18 aprile a Roma, in piazza Montecitorio, per manifestare i propri timori.Ad alimentare il malumore sarebbero le bozze del Quinto Conto Energia, stando alle quali il provvedimento potrebbe tagliare gli incentivi al solare, istituendo un registro per gli impianti di potenza dai 3 kW in su e privilegiando gli impianti di piccola taglia, l’autoconsumo e la riconversione di aree disagiate proprio grazie all’installazione di impianti. E poi il tetto di spesa: 7 miliardi di euro all’anno.Interventi che non trovano il consenso delle associazioni di categoria, per le quali “la risposta da parte dei rappresentanti del governo è inadeguata rispetto alle richieste fatte – spiega all’Adnkronos Edoardo Zampini di Legambiente, associazione che sostiene la manifestazione insieme con il Kyoto Club – le associazioni delle rinnovabili e le aziende hanno quindi deciso di convocare l’appuntamento di piazza e il secondo appuntamento degli Stati Generali che potrebbe tenersi nel pomeriggio. Alla manifestazione stanno aderendo tutte le associazioni del settore e centinaia di aziende”. Contro la minaccia dei tagli il settore si mobilita, nonostante le rassicurazioni del ministro Clini che aveva escluso sorprese in arrivo. Da parte sua, però, il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha riconosciuto la necessità di “aggiustare le storture che sono state fatte in passato su incentivi dati nel campo dell’energia rinnovabile che non possono essere lasciati andare avanti”. In attesa che i ministeri competenti trovino il giusto accordo, il timore è che l’incertezza creata dall’esistenza di bozze ufficiose paralizzi il mercato. Secondo il dipartimento Energy&Strategy al Politecnico di Milano, il fotovoltaico italiano potrebbe fronteggiare la fine degli incentivi a partire dal 2014, e solo in presenza di condizioni particolari, come l’irraggiamento elevato e un ulteriore calo delle materie prime. Anche secondo Andrea Brumgnach, consigliere di Anie/Gifi, i continui interventi normativi sul tema degli incentivi rischiano di mandare in confusione il mercato e offrire un’immagine negativa dell’Italia a livello internazionale.

 

 

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