Il pianeta al collasso, occorre ripensamento modelli sviluppo

Il mondo ha fame e sete. Tre miliardi di tonnellate di cereali, 470 milioni di tonnellate di carne: saranno queste le quantità di cibo necessarie per sfamare un pianeta che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi di abitanti. Lo sottolinea Barilla Center for Food and nutrition (Bcfn), nel ricordare che queste cifre corrispondono a un incremento del 70% nella produzione globale di cibo, che però non potrà essere raggiunta mantenendo lo stesso modello di sviluppo.

E oggi, l’utilizzo delle terre agricole genera il 30% delle emissioni globali di gas serra. Esistono alternative innovative, efficaci e percorribili, che possano garantire uno sviluppo sostenibile nel lungo periodo, in grado di far fronte anche alle crescenti necessità dei Paesi in via di sviluppo? Ne discuteranno al webinar organizzato dal Bcfn: Raj Patel, scrittore e attivista, Visiting Scholar presso la University of California at Berkeley; Peter A. Victor, Professore di Environmental Studies, presso la York University di Toronto; Philippe Aghion, Robert C. Waggoner Professor of Economics, presso la Harvard University.Il webinar sarà trasmesso in streaming oggi, 5 aprile alle 17.00 sul sito www.barillacfn.comIl dibattito affronterà il tema fondamentale della decrescita, in un pianeta giunto al limite del collasso ambientale e di risorse, e segnato da contraddizioni non più tollerabili: sono circa 4.000 i bambini che ogni giorno muoiono per mancanza d’acqua, quasi un miliardo di persone è malnutrito, mentre l’agricoltura impiega il 92% delle risorse idriche globali producendo cibo che, per circa un terzo, andrà sprecato. “Occorre un ripensamento generale del modello di sviluppo, che tenga conto anche dell’impatto ambientale dell’attività umana” conclude Bcfn.

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