La pasta “tutta italiana”, valorizza il territorio, il grano e il lavoro degli italiani

La produzione nazionale della materia prima e la sua lavorazione esclusivamente in Italia consente di salvare dall’abbandono interi territori ma anche di garantire occupazione e reddito ad agricoltori e lavoratori in un momento di crisi.

La pasta “tutta italiana, valorizza il territorio, il grano e il lavoro degli italiani ed è – fanno sapere i co-imprenditori – una sorta di ‘compromesso storico’ tra soggetti a volte antagonisti lungo la filiera, che nell’interesse generale hanno deciso di mettere insieme le risorse migliori dell’Italia e degli italiani: 100% italiano sono il grano, i luoghi di produzione e vendita, gli imprenditori, le più grandi organizzazioni dei produttori agricoli e della distribuzione italiana”. Coldiretti, Coop e Legacoop.

La pasta di altissima qualità della filiera agricola italiana nasce – fanno sapere i co-imprenditori – dal grano coltivato degli agricoltori della Coldiretti e arriva negli scaffali degli oltre 1400 punti vendita di Coop: 5 formati di pasta di grano duro trafilata al bronzo, no ogm”. Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ha evidenziato come “in un momento in cui il paese sta cercando strade per tornare a crescere noi offriamo una esperienza concreta nell’agroalimentare”. Anche il presidente di Coop, Vincenzo Tassinari, ha sottolineato come l’azienda “creda che il progetto sia di indiscutibile valore e la dimostrazione di come Coop agisca concretamente con le organizzazioni che hanno a cuore l’agricoltura del paese”. Il presidente di Legacoop Agroalimentare, Giovanni Luppi, infine, ha riconosciuto come il progetto “porterà benefici a tutta la filiera e ai consumatori. E’ un fatto molto positivo che si inserisce all’interno di una strategia di cooperazione tra produttori, trasformatori e distributori che perseguiamo da tempo

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