La plastica fa più paura dello squalo

Ogni giorno finiscono in mare 8 milioni di tonnellate di rifiuti, destinate a restarci per i secoli venturi Ogni giorno finiscono in mare 8 milioni di tonnellate di rifiuti, destinate a restarci per i secoli venturi

Damigiana di plastica, origine: strade cittadine, spiagge e canali; comportamento: si fa mangiare dagli animali causandone la morte; vita: dai 400 a i 600 anni. Mozzicone di sigaretta, origine: strade, spiagge e gabinetti; comportamento: ingerito impedisce la digestione; vita: fino a 10 anni. Sono in tutto 19 le specie dannose per il mare e gli animali che lo popolano elencate e riprodotte in un singolare manifesto sinottico realizzato a cura dell’Agenzia catalana per l’Acqua, la municipalità della Catalogna e pubblicato in lingia italiana sul sito di Marraia Fura, il portale di sostenibilità e partecipazione.

Una maniera diversa e concreta per comunicare i fattori di pericolo reale che minacciano l’ambiente marino. Le immagini, a colori, mostrano buste di plastica e di carta, bottiglie, residui plastici, assorbenti, involcri per alimenti, preservativi tutti sagomati nella forma di animali marini e ciascuno corredato dalle caratteristiche di pericolosità, dal sacchetto-medusa alla busta-aragosta, all’alluminio-serpente. Rispetto alla classica tavola delle “specie marine pericolose” che vede in prima linea la medusa e lo squalo, questa dovrebbe essere più allarmante, considerando che ogni giorno finiscono in mare 8 milioni di tonnellate di rifiuti, destinate a restarci per i secoli venturi.

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