Legambiente: i decreti sulle rinnovabili la fine per il settore

I decreti sulle rinnovabili approvati dal Governo la settimana scorsa, secondo il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, “sono una brutta sorpresa che rischia di avere un impatto devastante sul settore, con un brusco stop agli investimenti nel territorio italiano”. I testi, aggiunge Zanchini, “contengono impedimenti burocratici e barriere agli investimenti che avrebbero l’effetto di fermare i successi realizzati in questi anni in termini di produzione di energia pulita e di nuova occupazione”.

Per fermare questo scenario e chiedere che i decreti siano cambiati attraverso un confronto vero con il mondo delle rinnovabili, Legambiente insieme ad associazioni e aziende del settore delle fonti pulite ha indetto una manifestazione il 18 aprile a Roma davanti a Montecitorio alle 11.

Ecco che cosa non va, secondo l’associazione, nei decreti del governo: il mancato confronto; l’ennesimo rinvio per le rinnovabili termiche; una burocrazia che non snellisce con l’introduzione dei limiti annui alle nuove installazioni, registri obbligatori e a pagamento (senza rimborso) per gli impianti anche di piccola taglia, aste per quelli grandi (con fidejussioni del 10%). E ancora: tagli degli incentivi fino a -50% per gli impianti fotovoltaici, penalizzando i piccoli; il danno alla bonifica dei tetti in amianto; promesse impossibili per lo sviluppo al 2020 e, infine, il rinvio retroattivo dei pagamenti per i Certificati Verdi

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie