Terra di Puglia, il terriccio di qualità che proviene dai rifiuti pugliesi

Ottenuto da spazzatura domestica, proveniente dalla raccolta differenziata, da scarti di attività agricole e agricolo/industriali, da fanghi derivanti dalla depurazione dei reflui civili sapientemente miscelati a torba bionda di qualità

Si chiama ‘Terra di Puglia’, il terriccio di qualità che proviene dai rifiuti pugliesi prodotto da Aseco, società del Gruppo Acquedotto Pugliese. E’ un prodotto ottenuto da rifiuti domestici cosiddetti ‘umidi’, provenienti dalla raccolta differenziata, da scarti di attività agricole e agricolo/industriali, da fanghi derivanti dalla depurazione dei reflui civili sapientemente miscelati a torba bionda di qualità.

Si tratta di un terriccio ecologico, ricavato da processi biologici naturali e rigorosamente tarati su alti standard di sicurezza e qualità, che ha ottenuto la più importante certificazione nazionale, quella del Cic, il Consorzio Italiano Compostatori. Grazie ad una intesa con la Coop Estense, per ogni tonnellata di terriccio venduto negli Ipercoop di Puglia e Basilicata, Acquedotto Pugliese destinerà un quintale di fertilizzante naturale alla cooperativa ‘Libera terra’ di Mesagne della rete di Don Ciotti e che coltiva terreni confiscati alla mafia.

Acquedotto Pugliese e Legacoop Puglia hanno, inoltre, siglato un protocollo d’intesa finalizzato a sostenere progetti cooperativi che perseguono fini di inclusione sociale, lotta all’emarginazione, sostegno alla legalità, miglioramento ambientale, in particolare nel settore agricolo. ‘Terra di Puglia’ è un prodotto che trasforma i rifiuti da costo in opportunita’ economica e, soprattutto, in opportunità di crescita sociale, valorizzando le buone pratiche della raccolta differenziata e del risparmio.

”Quando si parla di Acquedotto – ha sottolineato Ivo Monteforte, amministratore unico di Acquedotto Pugliese – viene subito in mente l’idea di acqua limpida, di acqua salubre, anche se in verità l’Acquedotto si occupa anche di acqua nera con la gestione di oltre 11 mila chilometri di fogne e quasi 200 depuratori dislocati lungo tutto il territorio servito. E non tutti sanno che al termine del processo depurativo da una parte esce acqua chiara e inodore, dall’altra rimangono dei fanghi che vanno smaltiti come rifiuti speciali e che presentano dei costi di smaltimento anche onerosi”.

”Quei fanghi oggi diventano Terra di Puglia, un substrato di qualità che fa crescere i fiori. Terra di Puglia – ha proseguito – ci insegna che anche i rifiuti possono essere risorsa economica e di sviluppo per il territorio; lo stesso messaggio che lancia l’associazione Libera con il suo impegno sul territorio e le tante cooperative impegnate in progetti di inclusione sociale che siamo onorati di valorizzare. Ringrazio quindi di cuore Coop Estense e Legacoop Puglia per il loro sostegno, con l’augurio che il progetto possa continuare a crescere anche a livello nazionale come i bei fiori di Puglia”.

”Coop Estense ha avviato con grande entusiasmo – ha affermato Antonio Bonucci, direttore ipermercati Coop Estense – la collaborazione con Acquedotto Pugliese per la vendita del terriccio ecologico Terra di Puglia. Nell’iniziativa infatti si ritrovano elementi perfettamente coerenti con il ruolo e la missione che contraddistinguono la cooperazione di consumo, primi fra tutti la tutela dell’ambiente, la valorizzazione e la promozione di prodotti del territorio. Il sostegno all’Associazione Libera, i cui prodotti da anni trovano spazio in tutti i negozi Coop, è poi la conferma di come soggetti economici possano contribuire fattivamente al miglioramento economico e sociale del territorio”.

”Si tratta di una forma di collaborazione necessaria e dovuta per far crescere le nostre imprese, le persone che vi lavorano e tutelare le nostre risorse, come quella idrica”, ha spiegato Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia. ”Coop Estense ha già avviato un progetto importante in questo senso, ‘Acqua dal rubinetto’, mettendo a disposizione dei consumatori, nei tredici punti vendita in Puglia, una scheda informativa da consultare con le caratteristiche chimiche e micro biologiche dell’acqua del rubinetto di casa propria, in modo da compiere una scelta di acquisto più consapevole”.

”Un’azione che tutela il cittadino, nell’ottica della trasparenza e della responsabilità sociale, con il riconoscimento da parte di una grande cooperativa dell’affidabilità dell’acqua pugliese, sottoposta a continui controlli effettuati ogni anno, in ogni fase, del ciclo produttivo e della distribuzione”, ha sottolineato.

”Aseco ha sviluppato una attività di selezione e recupero del materiale proveniente dalla raccolta differenziata, favorendone il recupero – ha detto – La capacità produttiva è di 80.000 tonnellate annue di rifiuti compostabili: i migliori fanghi agroalimentari, biologici (frutto dei processi della depurazione) e potature vegetali. Pura Terra è il compost di qualità di Aseco. Tra le sue virtù principali si trovano l’alta concentrazione di carbonio e di materia organica, sostanze che garantiscono un adeguato contenuto di risorse nutritive al terreno. Dalla sua miscelazione con torba bionda di sfagno selezionata si ottiene Terra di Puglia il terriccio universale di qualità”.

”L’acqua è parente strettissima dei liquami – ha sottolineato l’assessore alla Protezione civile e opere pubbliche della Regione Puglia Fabiano Amati – perché la purificazione dei liquami alimenta il riuso, aiutandoci a combattere la scarsità della risorsa, e conferisce la materia prima per la produzione di terriccio e concimi, dalla cui vendita si possono ottenere le risorse per gli investimenti nel servizio idrico integrato. Si tratta dunque di un’attività che produce benefici sia economici che culturali”.

”Va superato – ha detto – il rapporto conflittuale con i nostri liquami, la cui utilità e bellezza, oso dire, in termini di custodia della terra e delle risorse naturali, andrebbe rivalutata, così come la natura suggerisce. Oggi non aggiungiamo nulla di nuovo a quanto è ampiamente noto, se non ulteriore conoscenza e tecnologia, idonea a purificare, tutelare le risorse naturali, evitare le malattie ed, infine, accumulare un po’ di risorse per gli investimenti”.

”Quando Aqp, azienda pubblica, mette in commercio il terriccio e i concimi, prodotti, detto con estrema semplicità, dal processo di trattamento dei liquami, vuol dire che adempie alla più vibrante etica dei beni comuni, quella che trova la sua materialità solo nei fatti”, ha concluso.

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