190 mila ettari di foresta amazzonica minacciati da agroindustrie

Ennesimo allarme per la foresta amazzonica che questa volta però, sembra sia assai ben fondato. Il Parlamento Brasiliano ha infatti varato una legge che consentirebbe la deforestazione di 190 mila ettari di terreno. Una superficie enorme, grande quanto quella della Francia e della Gran Bretagna messe insieme che potrebbe essere convertita alla agricoltura intensiva. Un’operazione che metterebbe a rischio il 70% dei bacini fluviali basiliani generando una serie di disastri a catena su tutto il territorio del Paese.

A volere la legge sono state le potenti lobby degli industrali e degli agricoltori, che sostengono la deforestazione e la trasformazione delle aree in coltivazioni intensive per contrastare l’aumento dei prezzi delle materie alimentari. Il Brasile in questi anni ha conosciuto un grande sviluppo del comparto agricolo, gli allevamenti di bovini contano 200 milioni di capi distribuiti su una superficie di 500 mila acri, mentre i raccolti sono aumentati grazie ad una maggiore efficienza delle tecniche di semina e raccolta. La legge sulla deforestazione appare quindi come un provvedimento pretestuoso che può essere contrastato solo dal veto del Presidente della Repubblica Dilma Rousseff.

Una grande responsabilità alla vigilia del vertice sull’ambiente di Rio+20 che a metà giugno vedrà riuniti nella città brasiliana più di 50 mila delegati provenienti da tutti i Paesi del mondo. In Brasile sono state raccolte intanto oltre 2 milioni di firme per sollecitare il veto presidenziale mentre sono migliaia le lettere e le telefonate che stanno arrivando alle sedi diplomatiche brasiliane nel mondo.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie