Energia,le famiglie italiane hanno scelto il libero mercato

A cinque anni dall’apertura del settore elettrico alla concorrenza, due famiglie italiane su 10, oltre 5,6 milioni in totale, hanno già scelto il mercato libero. E’ quanto emerge dai primi risultati del progetto “Energia: diritti a viva voce” promosso dal ministero per lo Sviluppo Economico insieme con 17 associazioni dei consumatori e finanziato con le sanzioni dell’Autorità per l’energia attraverso la Cassa Conguaglio per il settore elettrico: oltre 25 mila contatti per assistenza e segnalazioni al numero verde, ai 45 sportelli attivati in tutta Italia e a IEnergia, la App per Iphone e Ipad.

Dai risultati dei primi sette mesi di attività emerge che oltre il 41% delle segnalazioni elaborate su un campione di 5mila contatti, riguarda la fatturazione e, in particolare, la scarsa trasparenza su conguagli, rettifiche, rateizzazioni e rimborsi, ritardi o mancato invio delle bollette. Al secondo posto, con il 27% delle segnalazioni, c’è la richiesta di informazioni tecniche (12%), come allacciamenti, preventivi, gestione del contatore, e commerciali (15%), come recesso, distacchi, morosità o bonus.

In terza posizione, con il 22% delle segnalazioni, le tematiche del mercato libero e del rispetto del Codice di condotta commerciale dell’Autorità, soprattutto per criticità come i contratti non richiesti e la doppia fatturazione. Da ultimo, il 10% delle richieste riguarda la scarsa trasparenza e la mancata comunicazione su prezzi e tariffe.

Da questi dati emerge una top ten delle criticità più evidenti per i consumatori che vede al primo posto i contratti non richiesti e il mancato rispetto della regolazione prevista dal Codice di condotta commerciale dell’Autorità (13,7% delle richieste di assistenza), al secondo posto i conguagli e le rettifiche degli importi da pagare (11,6%) seguiti da rateizzazioni e rimborsi (10% delle richieste di aiuto).

Al quarto posto c’è la scarsa informazione su prezzi e offerte commerciali (7,5%) seguita dal mancato o ritardato invio delle bollette (6,3%). Agli ultimi posti della classifica, la cessazione dela fornitura (3,4%), la lettura dei consumi (2,8%) e le doppie fatturazioni (2,6%), allacciamenti e lavori (2,4%). Rispetto a queste problematiche, negli ultimi 4 anni, l’Autorità ha inflitto sanzioni agli operatori per oltre 24 milioni di euro di cui oltre 14 milioni riguardano le problematiche di fatturazioine e circa 10 milioni il mancato rispetto della regolazione sulla qualità commerciale.

Dallo scorso anno, i consumatori hanno ricevuto direttamente in bolletta indennizzi automatici per oltre un milione di euro a risarcimento dei disservizi subiti. “Adesso è importante che vengano sbloccati i fondi delle sanzioni dell’Autorità affinchè questa ed altre iniziative a favore dei cittadini possano proseguire”, dice Rosario Trefiletti, coordinatore del progetto “Energia: diritti a viva voce”.

“Il gran numero di segnalazioni e richieste di intervento relative ai cosiddetti contratti truffa, attivati con firme apocrife, contraffatte o false, o ottenuti promettendo vantaggi ingannevoli richiede informazioni e assistenza”, aggiunge Trefiletti.

Il progetto “Energia: diritti a viva voce” si inquadra, secondo Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia, “in una delle quattro C e sta per ‘consapevolezza’ o ‘capacitazione del consumatore’, ovvero di quei 5/6 milioni di cittadini transitati nel libero mercato. I fondi delle nostre sanzioni – aggiunge Bortoni – dovrebbero essere utilizzati come un indennizzo in natura del consumatore”, dove per indennizzo si intende un’informazione tesa a “colmare il gap di potere contrattuale e dare al consumatore più fiducia nel mercato”.

 

 

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