I politici intasano il paese: i giovani sono pronti a tirare lo sciacquone”

Sono cresciuto in una casa popolare, mia madre ha sempre fatto due lavori per sbarcare il lunario e non far mancare nulla a me e alle mie sorelle. Nelle vacanze estive abbiamo sempre lavorato dai tempi delle superiori, anche se la realtà del “magico nord-est” di fine anni ’90 era ben diversa dalla nostra, dove la maggior parte dei nostri coetanei aveva tutto e non si doveva guadagnare nulla.

Ma nessuno di noi si è mai arreso o lamentato, le mie sorelle si sono laureate, io invece ho scelto di non finire l’università, ho puntato tutto sulla mia voglia di fare ed ho aperto la partita iva credendo nell’illusione di potermi realizzare e di poter guadagnare in base al mio impegno ed alla mia professionalità. Ma la crisi ha colpito tutti (o almeno gli onesti), e la nostra voglia di riscatto sociale ed economico è stata placata costringendoci a fare lavori sottopagati, ad avere una pressione fiscale troppo alta  rispetto al reale guadagno, e a non avere una reale chance per il futuro.

La nostra classe politica, non è stata in grado di fare nulla per la mia generazione, ci ha rubato il futuro, i sogni e la possibilità di realizzarci. Noi trentenni di oggi non abbiamo come unica ambizione quella di partecipare al Grande Fratello, c’è anche chi mira ad avere successo lavorativo grazie ad impegno, preparazione e sacrifici. Non vogliamo solo un contratto statale a tempo indeterminato per essere tranquilli sperando nella svolta alla domenica con il gratta e vinci tra una partita di calcio ed una notizia di gossip su Belen.

Come si permettono di venirci a dire come vivere o di decidere per le nostre vite, proprio loro che non sanno nemmeno gestirsi la loro fra scandali, precedenti penali, furti, ecc. Che ne sanno loro dei giovani, che i loro figli sono cosí stupidi e viziati da doversi comprare la laurea per poi venire raccomandati e per qualche impiego dirigenziale. Perché devo pagare io gli errori, le “ladrate” e i debiti fatti dagli altri in passato?

Lavoro sei giorni su sette, nove ore al giorno, pago le tasse, non ho precedenti penali, perché mi è stato negato il democratico diritto di poter vivere dignitosamente la vita, di avere una casa o un figlio che non debba passare quello che ho passato io. Voi classe politica italiana siete come un virus, consumate e basta, finché tutto ciò che vi sta intorno muore. L’Italia è il mio paese, io non faccio l’immigrato come i miei nonni per cercar fortuna all’estero, io la fortuna me la voglio creare a casa mia. Avete ridotto questo paese un cesso, e voi siete il cumulo che lo intasa, ma la mia generazione è pronta a tirare lo sciacquone.

Mattia

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