Il lavoro fattore di trasformazione e di realizzazione

Lavorare stanca, scriveva Cesare Pavese, tuttavia non lavorare e non produrre uccide. Purtroppo non si tratta di un espediente letterario bensì della realtà di questi giorni tristi in cui, passata la tempesta, forse, rimangono i detriti e le scorie di una società e di un sistema politico ed economico battuto. La cronaca di questi giorni ci racconta un’Europa in cui serpeggia un grande desiderio di ricambio: grandi aspettative verso nuovi governanti (Francia) e preoccupanti regressioni nazionaliste (Grecia). In Italia la protesta si fa antipolitica, e l’azione di dissenso e denuncia si trasforma in tragici autodafé, mentre le banche, tra le più importanti italiane, chiudono bilanci in negativo dopo che per lungo tempo hanno drenato miliardi di euro dall’economia (detto in soldoni bloccando i finanziamenti e i prestiti alle imprese) per bruciarli nei circuiti della speculazione finanziaria, queste le scorie e poi ci sono i detriti… intere fasce sociali precarizzate, private del lavoro e della dignità sociale e parliamo dei vecchi precari – i giovani – e dei nuovi – gli adulti esodati.

Questi sono solo alcuni dei presupposti da cui prende le mosse la riflessione sul lavoro che avrà luogo a Terra Futura, dal 25 al 27 maggio nella Fortezza da Basso di Firenze, in cui si approfondirà il tema andando ad indagare nel profondo quel fenomeno di erosione dei diritti, messo in luce dalla crisi, che definiamo come perdita di valore del lavoro – dove per valore non si intende solo il valore economico (che oggi viene per lo più considerato sotto il profilo del suo “costo”), bensì la sua funzione sociale e culturale, quale pernio di una strategia di coesione e di espansione dei diritti (individuali e collettivi) che determinano la qualità delle relazioni sociali e della democrazia.

Il percorso intrapreso di smantellamento del lavoro, nell’accezione moderna dei diritti conquistati in uno stato di Welfare, sta inequivocabilmente mettendo a rischio un’esperienza europea e soprattutto italiana che faceva del lavoro uno dei maggiori fattori di realizzazione di sé, dell’individuo e di costruzione di quel peculiare legame che collega tra loro le persone e tutto il vivente in una prospettiva di sostenibilità. La crisi nella quale siamo immersi ormai da anni agisce con logorio su questo cardine della società umana.

La finanziarizzazione dell’economia, la massimizzazione dei profitti, l’esternalizzazione e la delocalizzazione della produzione su scala mondiale che ha contribuito a spezzare le catene di solidarietà tra lavoratori e comunità di riferimento, tutte queste storture hanno scaricato le implicazioni negative sul lavoro. Solo cercando di capire queste dinamiche è possibile riprendere un percorso di uscita dalla crisi che restituisca senso al lavoro, dignità ai lavoratori e sostenibilità alla produzione e al mercato, per dirla in breve, quello a cui facciamo riferimento e quella che chiamiamo riconversione-conversione ecologica e sociale dell’economia.

Dalla teoria alla pratica, il lavoro può ancora trovare la strada per essere un fattore di trasformazione della società e di realizzazione degli individui e questo è dimostrato da tutti quei casi di successo che testimoniano che un modo di fare impresa diverso può esistere: nel corso dei convegni interverranno imprenditori che presenteranno best practices dal Sud al Nord Italia. Sarà l’occasione per mettere in luce l’attualità di proposte di sistema in grado di cambiare il segno allo sviluppo: la tassa sulle transazioni finanziarie, l’efficienza energetica e la vera green economy, lo spostamento di risorse pubbliche dai sistemi d’arma come gli F35 all’economia sociale, conversione degli stili di vita individuali, l’agricoltura sostenibile e la biodiversità, la recente sottoscrizione dell’accordo fra Confindustria e CGIL, CISL e UIL per l’efficienza e il risparmio energetico. In vista della Conferenza ONU Rio+20 sullo sviluppo sostenibile, Terra Futura sarà un appuntamento nazionale in grado di legare la dimensione locale con quella globale dei temi di Rio e in linea di continuità con il movimento globale costituito da organizzazioni della società civile, organizzazioni indigene, sindacati, imprese, governi locali, tutte le reti e le principali organizzazioni internazionali che sta preparando il Summit dei Popoli sulla sostenibilità sociale ed ambientale e contro la mercificazione della vita e per i beni comuni, per il prossimo giugno.

A cura della Fondazione Culturale Responsabilità Etica

TerraFutura.it

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