La Giornata Mondiale della Biodiversità 2012 dedicata all’ eosistema marino

Il ritmo attuale a cui le specie si estinguono sul pianeta è mille volte superiore a quello naturale: singole specie, barriere coralline, bacini idrici e suoli, si stanno riducendo ad un ritmo allarmante con una perdita di biodiversità che costa ogni anno miliardi all’economia mondiale, danneggia le singole economie, compromette le prospettive economiche e le possibilità di combattere la povertà.

In Europa, circa il 25% delle specie animali europee, tra cui mammiferi, anfibi, rettili, uccelli e farfalle, sono a rischio di estinzione, mentre l’88% degli stock ittici sono troppo sfruttati.

La Giornata mondiale dedicata alla biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993, mira a sensibilizzare e ad accrescere la consapevolezza sul tema della diversità biologica, oggi sempre più a rischio.

Nel 2011 la Giornata mondiale della Biodiversità è stata dedicata alle foreste, quest’anno tocca agli ecosistemi marini, minacciati da incidenti petroliferi, inquinamento, traffico navale, sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche. Tra il 2000 e il 2007, una collaborazione tra 2.700 scienziati provenienti da 80 Paesi di tutto il mondo ha avviato una sorta di censimento dei mari, nel tentativo di quantificare la vita marina attraverso 540 spedizioni con il risultato di contare 250.000 specie marine conosciute (escludendo le forme di vita microbiche). Al termine, si stima che il numero potrebbe arrivare almeno a un milione. A tutte loro è dedicata la Giornata di oggi, con iniziative di ogni genere e in tutta Italia.

La Commissione Europea ha presentato una nuova strategia per proteggere e migliorare lo stato della biodiversità in Europa nel prossimo decennio attraverso il raggiungimento di sei obiettivi, al fine di porre fine alla perdita di biodiversità nell’Ue entro il 2020 e proteggere la biodiversità e i servizi ecosistemici, attribuirvi un valore e ripristinarli entro il 2050.

La strategia, in linea con gli impegni assunti a Nagoya, prevede la piena attuazione della normativa vigente in materia di protezione della natura e della rete di riserve naturali; miglioramento e ripristino di ecosistemi e servizi ecosistemici, in particolare aumentando le infrastrutture verdi; garantire la sostenibilità delle attività agricole e forestali; salvaguardare e proteggere gli stock ittici dell’Ue; contenere le specie invasive; un’azione concertata internazionale per scongiurare la perdita di biodiversità globale.

«Noi esseri umani, oltre ad essere parte integrante della biodiversità, dipendiamo da essa per procurarci cibo, acqua e aria pulite, e un clima stabile. È il nostro capitale naturale, che stiamo spendendo troppo in fretta – spiega il commissario europeo per l’ambiente – e tutti noi sappiamo cosa accade quando ci indebitiamo al di là delle nostre possibilità. Dovremmo tutti riconoscere la gravità della situazione e l’incapacità finora dimostrata di risolvere il problema. È giunto il momento di impegnarsi molto più a fondo. Sono certo che questo nuovo approccio multisettoriale ci metterà sulla giusta strada per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020».

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie