La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio, Pablo Neruda

Ci sono giorni che restano nella storia di tutti, momenti incancellabili che ci segnano per sempre, emozioni che non trovano fine. Il 23 maggio di vent’anni fa è un giorno che ci appartiene profondamente, come dolore indelebile. E a questo dolore sono associate immagini e volti che fanno parte della nostra coscienza: il cratere di Capaci, il sorriso di Falcone e Borsellino, il volto straziato di Rosaria Schifani mentre grida “Vi perdono però dovete mettervi in ginocchio”, la rabbia sulla faccia della gente.

Immagini che hanno scosso la nostra “povertà di mondo”, sconquassato il nostro essere storditi, comodamente assorbiti dalla banale quanto desertica quotidianità.

Il nostro non è solo un ricordo spontaneo e vivo di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, ma è un’adesione incondizionata ai valori che hanno difeso e che ora simboleggiano.

Crediamo che nel nostro Paese la strada per l’affermazione della giustizia e dei diritti sia ancora lunga e siamo convinti che i diritti, al pari della giustizia, non abbiano confini di specie: un mondo etico non può essere limitato agli interessi umani. Vogliamo che nel nostro Paese trionfi una cultura non violenta, rispettosa degli animali umani e non, dell’ambiente, del territorio e che riconosca la dignità e la libertà dalla sofferenza di ogni essere vivente. Tutti i business malavitosi hanno un forte impatto ambientale, manifestando un evidente spregio per la natura, gli uomini, gli animali e il loro ambiente, tanto che la lotta antimafia, ormai, non può prescindere da quella per la difesa dell’ambiente e degli animali.

Quotidianamente, attraverso l’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, combattiamo le mafie e le organizzazioni criminali che sfruttano gli animali nelle corse clandestine, nei combattimenti tra cani, nei traffici di fauna selvatica, nei canili lager, nelle macellazioni clandestine. Ecco, questo lo facciamo anche in nome di Falcone, di Borsellino e di tutti gli altri martiri. La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio, asseriva Pablo Neruda. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle. Noi abbiamo entrambi.

*Ciro Troiano, criminologo, responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV

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