la svolta delle nanotecnologie, Plastica dalle piante

Non è un mistero che la plastica, uno dei materiali più diffusi al mondo, si ottenga dalla lavorazione del petrolio. E’ anche per questo che lo smaltimento dei rifiuti plastici – quasi tutti non biodegradabili – risulta difficoltoso e, in alcuni casi, addirittura pericoloso. In questo campo, la ricerca sta procedendo: come nel caso delle bioshopper che, dopo il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica in Italia, hanno subito una crescita esponenziale e un miglioramento nelle tecniche di produzione.

In un recente studio pubblicato su Science è emersa una nuova possibilità: creare plastica senza utilizzare nemmeno una goccia di greggio. L’elemento di partenza sarebbero le biomasse che, reagendo, con un nuovo catalizzatore a base di nanoparticelle di ferro sistemate e separate su nanofibre in carbonio, si trasformano in etilene e propilene, che sono proprio le componenti di base della plastica.



Tra l’altro, grazie alla riduzione della componente ferrosa in nanoparticelle e alla struttura regolare costituita da un’impalcatura in carbonio, i ricercatori dell’Università di Utrecht, Terneuzen e Delft sono riusciti a migliorare molto il tipo e l’efficienza (60%) della reazione chimica, convertendo più facilmente la biomassa nelle sostanze che compongono la plastica e senza generare gas inquinanti come il metano. Considerando quanti sono gli oggetti che sono fatti o che contengono plastica, ben si può comprendere quale sia la portata di questa scoperta.

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