No Tav anche in Marocco: tutti contro la Tangeri-Casablanca

Protesta contro l’alta velocità del Marocco: il costo è in rapida crescita e la Alstom, leader del progetto, è nella lista nera della Lega Araba.

L’accordo era stato sancito dal re Mohammad VI e dall’ex premier francese, Nicolas Sarkozy. E molti osservatori l’avevano criticato perché appariva come una sorta di risarcimento ai francesi che la corona marocchina si premurava di fare dopo avere preferito una fornitura di aerei americani piuttosto che francesi.

Primo treno ad alta velocità nel mondo arabo… di TMNews

In ballo, stavolta, c’è un progetto altrettanto importante, la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Tangeri e Casablanca. Che a quanto pare piace la re ma non alla cittadinanza. Sta emergendo così anche in Marocco una folta schiera di militanti No Tav.

Come nel caso della primavera araba, che ha spazzato via i governanti di Libia, Tunisia ed Egitto ed ha generato il vento di protesta che sta ancora colpendo la Siria, a canalizzare le reazioni contrarie e diffonderle è soprattutto Internet, con centinaia di siti e blogger che si esprimono contro il progetto. Anche in Italia i siti più frequentati dalle comunità arabe riprendono la vicenda in maniera critica.

La maggior parte dei rilievi è di natura economica: la spesa preventivata doveva essere di 20 miliardi di diram (circa 2 miliardi di euro), ma solo nell’ultimo mese è aumentata del 65%, raggiungendo i 33 miliardi di diram (circa tre miliardi di euro).

Ma l’appendice altrettanto importante è di natura puramente politica e chiama in causa il problema topico dell’area: l’azienda francese costruttrice, la Alstom, è nella lista nera della Lega Araba e bersaglio della Campagna Bds (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) per il progetto di una linea tramviaria destinata a collegare Gerusalemme Ovest a Gerusalemme Est e, quindi, gli insediamenti israeliani.

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