Non chiamatemi ambientalista: ma sbanca l’ecologico Movimento 5 stelle

Lisa Curtis su Grist scrive parole sante contro un certo modo di vivere l’ambientalismo che sottoscrivo pienamente:

Credo nei cambiamenti climatici, vado in bici ovunque, lavoro per una compagnia solare, compro biologico e locale quando posso, sono giovane, liberale e idealista. Ma non sono ambientalista e non sono la sola.

Illuminante. Fateci caso: nel 2008 i Verdi sono spariti dalla scena politica italiana e non riescono più ad affermarsi e con loro sono sparite le politiche ambientali sia dal Senato sia dal Parlamento. Però in Italia le battaglie ambientaliste sono più che mai vive e vegete: contro il nucleare, a favore dell’acqua pubblica, No TAV, No trivelle, ad esempio, si svolgono in modus trasversale senza l’imprinting ideologico ma basate su necessità di tutela dell’habitat di chi ci vive. Infatti, questo bacino di ambientalisti trasversali è difficile da intercettare: poi non vota Verdi e neanche Ecodem ma alle amministrative appena concluse sbanca il Movimento 5 stelle di Grillo che ha nel programma politico interventi sostanziosi per la tutela ambientale. Anche se non sono certamente ambientalisti duri e puri. Mentre ha perso a Taranto, città martoriata dai veleni, Angelo Bonelli presidente dei Verdi; oppure perde anche Domenico Finiguerra con il suo movimento le Coccinelle a Abiategrasso, nonostante il vincente curriculum politico di Cassinetta.

Scrive ancora Lisa:
Quindi cosa c’è di sbagliato nel movimento ambientalista? Secondo i suoi critici più duri (che includono alcuni dei suoi ex-leader), è morto. Secondo me non si è e adattato ai tempi. Sono figlia del movimento ambientalista, la nipote degli escursionisti avidi che hanno contribuito a proteggere spazi selvaggi e la figlia di genitori dalla mentalità ecologista che mi hanno insegnato il Clean Air Act insieme all’ ABC. Così e con tutto il rispetto, vorrei informare i miei vecchi che il loro marchio ambientalista semplicemente non funziona più.

Se fino a 10 anni fa l’obiettivo era preservare gli ecosistemi da qualunque contaminazione umana, oggi con 7 miliardi di persone da nutrire, questo discorso sembra un tantino inapplicabile. Eppure non possiamo certamente farci fuori tutte le risorse del Pianeta anche laddove esistono condizioni estreme di povertà e quindi che discorsi andiamo a fare a chi muore di fame? Di non coltivare terre incontaminate per proteggere il Pianeta? Oggi gli ambientalisti si sono resi conto che per tutelare gli habitat è necessario proteggere le persone che vi abitano. Alcuni gruppi ambientalisti hanno scoperto che il miglior modo per fermare il bracconaggio è di impiegare i bracconieri come guide per l’eco-turismo. Scrive Lisa:

Gli ambientalisti ne prendano atto: in tanti hanno abbandonato la nave dopo la recessione. Quando siamo in modalità di sopravvivenza, come tanti americani sono in questo momento, l’ultima cosa che vogliamo è qualcosa che ostacoli la nostra fragile crescita economica. Ci ispirano le idee che propongono accanto alle soluzioni ambientali nuovi posti di lavoro e che se ci convincono allora siamo disposti a saltare a bordo. Potrebbe essere una nave diversa, ma la destinazione è la stessa. Quindi no, io non sono un ambientalista. Sono un essere umano razionale, proprio come la maggior parte degli americani che vivono vite ambientali. Se stiamo davvero andando a creare un sistema più equo e sostenibile, abbiamo bisogno di guardare oltre le divisioni e capire che la maggior parte di noi sono dalla stessa parte, a prescindere dalle etichette che mettiamo su noi stessi, o a scegliere di non farlo.

Per sfizio: leggete il programma politico di Roberto Castiglion primo sindaco eletto nel Movimento 5 Stelle a Sarego. Iniziative che più verdi non si può e strettamente legate all’economia locale. Ma non chiamateli ambientalisti!

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie