Paradisi fiscali per i fondi allo sviluppo, lo denuncia un rapporto dell’Eurodad

Secondo il Network europeo sul debito e sviluppo la BEI, la banca europei degli investimenti, e la IFC, la International Finance Corporation, hanno utilizzato per veicolare i loro finanziamenti anche intermediari che hanno la propria sede legale alle Mauritius e, come rivela il portale di informazioni europee, Euractiv, anche il Lussemburgo, Paese che il G9 del 2009 aveva messo nella ”lista grigia” dei Paesi sospettati di scarsa trasparenza finanziaria
(Adnkronos) – L’ultimo rapporto rilasciato dal Network europeo sul debito e sviluppo (Eurodad) afferma che molti dei finanziamenti erogati per avviare iniziative a contrasto dei cambiamenti climatici, transitano attraverso ”paradisi fiscali” facendo perdere ogni controllo sulla destinazione finale dei fondi. Il rapporto dell’Eurodad è stato pubblicato all’inizio del mese e pochi giorni dopo è venuta alla luce un’indagine di funzionari nigeriani su un finanziamento di 35 milioni di euro di cui sembra essersi persa ogni traccia.
Secondo il rapporto la BEI, la banca europei degli investimenti, e la IFC, la International Finance Corporation, hanno utilizzato per veicolare i loro finanziamenti anche intermediari che hanno la propria sede legale alle Mauritius e, come rivela il portale di informazioni europee, Euractiv, anche il Lussenburgo, Paese che il G9 del 2009 aveva messo nella ”lista grigia” dei Paesi sospettati di scarsa trasparenza finanziaria. 

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