Sicurezza aziendale, sensibilità e interesse crescenti sul tema della sostenibilità

Le aziende italiane mostrano sensibilità e interesse crescenti sul tema della sostenibilità, sì, ma in particolare della sicurezza. E sebbene la certificazione da questo punto di vista sia ancora un settore di nicchia (su 105.000 certificazioni italiane, solo 2.700 riguardano la gestione della sicurezza), è anche quello che mostra la crescita più elevata, addirittura del 110% anno su anno (da febbraio 2012 a febbraio 2011), “un vero e proprio boom di certificazione della sicurezza sul lavoro”, spiega all’Adnkronos Renato Grottola, vice presidente e chief operating officer Dnv Business Assurance, organismo di certificazione che aiuta le imprese a rafforzare il rapporto di fiducia con gli stakeholder e a lavorare nell’ottica di un business sostenibile.

Ed è proprio per parlare di responsabilità sociale d’impresa che Dnv Business Assurance sarà presente al salone milanese ‘Dal dire al fare’ dedicato alla responsabilità sociale d’impresa, in programma all’università Bocconi di Milano il 30 e il 31 maggio. Ma se in tema di sicurezza, il numero di aziende certificate è ancora esiguo, è anche vero che la certificazione nel settore rappresenta un elemento di distinzione e fa la differenza.

Secondo un’indagine svolta da Dnv Business Assurance in collaborazione con il Cresv, Centro di ricerche su sostenibilità e valore dell’Università Bocconi, le aziende percepiscono la sicurezza come parte integrante delle politiche di sostenibilità aziendale e la sicurezza è, in questo ambito, l’aspetto al quale riservano la maggiore attenzione, anche per le ripercussioni che gli incidenti sul lavoro hanno sulla reputazione dell’impresa e sulla salute delle persone.

Ma se la sensibilità sul tema è in aumento, lo sono anche le perplessità e ci si chiede quale sia il ritorno effettivo degli investimenti che si sceglie di fare. E il ritorno effettivamente c’è: “Secondo le rilevazioni dell’Inail, nelle aziende che hanno investito in una gestione certificata della sicurezza sul lavoro, si riducono gli incidenti sia in termini di frequenza che di gravità”, spiega Grottola sottolineando che si tratta di “un dato trasversale a tutti i settori con particolare riferimento a quelli dell’edilizia o del manifatturiero”.

Ma come distinguere le operazioni di facciata, il cosiddetto greenwashing, da un vero percorso di maturazione interno all’impresa? “Non è facile – spiega Grottola – ma alla fine a fare la differenza sono i risultati, perché chi fa operazioni di facciata probabilmente non otterrà la certificazione e sicuramente non otterrà nessun beneficio. Alla base dell’impegno delle aziende deve esserci il concetto di responsabilità, insita nel ruolo che ogni dipendente ha all’interno dell’impresa e dell’impatto che il lavoro del singolo produce sulla società: un’operazione culturale in cui le aziende possono e devono giocare un ruolo fondamentale”. E alla fine “l’impegno paga nel lungo termine, anche, ma non solo, gli azionisti”, sottolinea.

 

 

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