Terremotati Emilia, hanno comunque pensato a salvare le rondini».

MODENA – Il sisma che ha devastato la bassa modenese e ferrarese ha fatto una «ecatombe di rondini e rondoni. Una intera generazione biologica è sparita». Lo spiega all’ANSA Piero Milanin responsabile del centro di recupero della fauna selvatica Il Pettirosso di Modena. «Sono venuti giù i palazzi dei centri storici, chiese e torri, i merli dei castelli. Tutti punti privilegiati dalle rondini e dai rondoni per nidificare. Per giunta è successo in un periodo dove le uova vengono deposte o sono appena nati i piccoli. Aggiungete che, come è accaduto alle persone, il terremoto ha sorpreso gli uccelli mentre dormivano. Sono rimasti tutti lì sotto».

Grazie alle chiamate dei cittadini, una decina tra rondini e rondoni sono stati salvati e portati al centro. «La cosa bella è che ci hanno chiamato persone vittime del terremoto – spiega Milani -: anche se sono sfollati e hanno i loro problemi ben più gravi, hanno comunque pensato a salvare le rondini».

LE MUCCHE PRODUCONO MENO LATTE Per lo stress provocato dal sisma che ha colpito l’Emilia, le mucche producono il 25% in meno di latte. A raccontarlo è Giuseppe Goldoni, 57 anni, allevatore di Medolla (Modena), titolare dell’azienda agricola Morara che ha 60 frisone da latte. «Per la paura e lo stress mangiano di meno, e non dormono mai – spiega – sono sempre in piedi. Avvertono anche le scosse minime e iniziano a muggire. Sono molto agitate».

Il danno ‘psicologico’ se ne porta dietro uno economico. «Per noi sono, ogni giorno, 4 quintali di latte in meno al caseificio. Cioè 350 euro al giorno in meno. Se va avanti per settimane…». Senza contare i danni alle strutture: «È crollata la stalla da rimonta, dove ci stavano le manze gravide di 6-7 mesi. Non so ancora se abortiranno. In ogni modo la stalla la devo ricostruire, quanto meno prima dell’inverno». Serve credito, e serve «soprattutto l’intervento delle istituzioni, che Governo e Regione facciano qualcosa».

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