Cile:la strage ignorata dei Mapuche

Dal Cile di Pinochet poco è cambiato. Semplicemente, non fa più notizia. La popolazione indigena dei Mapuche viene arrestata, deportata, uccisa, senza che nessuna organizzazione internazionale intervenga. I casi descritti in questo post e visibili nel filmato ricordano i tempi del nazismo. Perché nessuno fa nulla? Qual è la posizione dell’Italia nei confronti del Cile?

Per informazioni sulla condizione dei Mapuche in Cile: www.ecomapuche.com

Trascrizione integrale:

Il Carabinero senza mandato

Jorge Huenchullan, portavoce della Comunità Autonoma Temucuicui, in collegamento telefonico col Blog il 20 aprile 2012: Stamattina ha avuto luogo un’irruzione nella Comunità, durante la quale sono entrati più di 200 poliziotti nel territorio della Comunità. Hanno fatto irruzione in molte case e in molte abitazioni.Ci sono due persone ferite a causa degli spari della polizia. C’è un minorenne di 16 anni (Lautaro Nain, ndr) ferito dai colpi di un’arma da fuoco da parte della polizia. La situazione qui è molto, molto complicata. In questo momento la Comunità è costernata per quello che è accaduto.

Victor Queipul – Lonko (autorità tradizionale) della Comunità Autonoma Temucuicui

Dichiarazione sul raid del 20 aprile 2012:Per prima cosa faccio un appello a tutte le comunità e anche alla società cilena perché prestino attenzione a quello che sta accadendo qui, perché oggi ho assistito personalmente a 4 metri di distanza all’azione dei Carabineros: come questi sparavano indiscriminatamente, senza considerare che si trovavano dentro una comunità, coi bambini, gli anziani.

Prima o poi in qualche comunità potranno provocare nuovamente delle morti, perché questo è il modo in cui i Carabineros agiscono. In giro si sono visti sette blindati sulla via principale e altri veicoli. C’erano Carabineros e persone in abiti civili, e tu non puoi sapere chi sono perché sono Carabineros “in borghese”.

Per questo faccio un appello a tutte le comunità e a tutta la gente non Mapuche che in qualche modo ci sta sostenendo, e anche a coloro che ricevono informazioni dai media che noi siamo i violenti. Ma io non sono mai andato in un commissariato o in una città a sparare, né sono andato con un bastone, né con una mazza, né in nessun modo a intimidire o spaventare nessuno. Invece il Carabinero arriva qui senza avere un mandato, senza dialogare. Viene e ruba gli animali, e inoltre viene a sparare.

Adesso abbiamo due peñi (compagni ndr), due ragazzi di 16 anni feriti. E allora, di cosa stiamo parlando?! In qualunque momento qui nella comunità possono ammazzare chiunque. Ed è quello che andrà a succedere!

Lo Stato ci vuole estinguere

Jorge Huenchullan, portavoce della Comunità Autonoma Temucuicui, in collegamento telefonico col Blog il 20 aprile 2012.José Llanquileo, portavoce della Comunità Juana Millahual, sul lago Leu Leu

:Non si considera il fatto che ci sono dei bambini che sono quelli che soffrono di più per questa forma di repressione: perché molti dei bambini che ho conosciuto negli ultimi anni, sono bambini che hanno visto come sono stati detenuti i loro genitori, o i loro fratelli o nonni.

Questi bambini quando crescono devono anche loro affrontare e portare avanti questa lotta perché hanno visto così tante ingiustizie nei confronti delle loro famiglie e del loro popolo. Si sta creando una generazione di giovani con un trauma molto forte che è stato causato dalla repressione esercitata dalla polizia nelle comunità.

Inoltre hanno detenuto giovani dai 13 ai 17 anni che sono stati in carcere e ai quali si è applicata la Legge Antiterrorista non considerando le leggi che esistono a livello internazionale che proteggono i diritti dei bambini. Anche in Cile ci sono leggi dello Stato che proteggono i minorenni.

Nel contesto di questa repressione, in alcuni casi la polizia è anche entrata nelle scuole facendo irruzione in maniera violenta. Ci sono bambini che in quei momenti stanno in classe, un gran numero di bambini e ci sono testimonianze degli insegnanti che raccontano questi fatti.

Leonardo Quijon :

L’anno scorso il 19 ottobre sono uscito a cacciare. Nella notte del 20 ottobre sono stato ferito dai Carabineros che mi hanno colpito a una gamba. In seguito mi hanno portato qui a Santiago dove sono stato per circa tre mesi in ospedale. Durante un intervento chirurgico ho avuto una crisi respiratoria e sono stato 3 giorni in coma. In seguito sono stato dimesso e al ritorno mi ha arrestato la polizia investigativa. Mi dissero che ero accusato dalla Legge Antiterrorista di aver incendiato due camion, di tentato omicidio, di furto con intimidazione e porto illegale d’arma. Mi hanno portato nel carcere minorile di Chol Chol dove sono stato detenuto per 7 mesi. Dopo questo periodo sono stato assolto da tutte le accuse che mi avevano rivolto.

Questo è il risultato dello sparo del Carabinero del 20 ottobre dell’anno scorso. Sto vedendo come va perché continuo ad avere dei dolori. Mi danno delle medicine, che però sono troppo care, che costano 40 luka ogni bustina (40.000 pesos cileni ndr). E siccome non posso lavorare e non posso far niente in questo momento, è difficile trovarle perché arrivano e mi danno la ricetta e mi dicono: “Devi comprarle”, ma non ho le risorse per poterle comprare.

Quando ero in prigione, tutti dicevano che il carcere è come una casa per minorenni, però c’è da dire che non è una casa dove si può stare tranquilli. E’ un carcere normale, come un carcere per adulti. Lì ci hanno maltrattato: a me e a Cristian Cayupan. Maltrattamenti psicologici e fisici. Dal punto di vista fisico ci colpivano con pugni e calci. A Cristian facevano fare degli esercizi… su e giù, nudo, in piena notte, all’una del mattino. A volte mentre pioveva lo facevano sedere per terra dove era tutto sporco e poi lo costringevano a lavarsi con l’acqua gelata. Questa è l’esperienza che ho avuto nel carcere minorile.

Io credo che lo Stato ci vuole estinguere, ci vuole sterminare. Io penso questo perché non immagini quanti compagni sono stati uccisi… I Carabineros dicono che sono incidenti oppure legittima difesa, quando in realtà non è così.

Tutto andrà bene. Stiamo lottando dalla parte del giusto, cioè dalla parte della Terra. Non siamo terroristi, e loro lo sanno, e tutti lo sanno che è una bugia che ha inventato lo Stato cileno.

fonte:beppegrillo.it

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