riciclo:segnali positivi nella filiera dell’imballaggio di legno

Continuano i segnali positivi nella filiera dell’imballaggio di legno: per il secondo anno consecutivo si registra una crescita nei quantitativi di imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale. Nel 2011 sono stati 2 milioni 306 mila tonnellate, 25 mila tonnellate in più rispetto al 2010, con una crescita del 1,1%. I dati arrivano da Rilegno, Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno che fa parte della famiglia Conai, e che nel 2011 ha gestito complessivamente 1 milione e 796 mila tonnellate di ‘rifiuti legnosi’ in tutta Italia: di questi 839 mila tonnellate sono rifiuti di imballaggio, ovvero pallet, cassette ortofrutticole e imballaggi industriali.

Il dato risulta in leggero calo rispetto alle grandi performance registrate nel 2010 (-3% circa), a seguito della crisi dei consumi interni che continua ad avere effetti negativi anche sulla filiera del recupero. Se si considerano i rifiuti da imballaggi di legno, nel 2011 in Italia, grazie soprattutto all’apporto consortile, sono stati avviati al recupero e riciclo complessivamente 1 milione 340 mila tonnellate di materiale giunto a fine vita, una quantità che corrisponde a circa il 58% dell’immesso al consumo e che supera di gran lunga gli obiettivi previsti dal Testo unico ambientale 152/2006 (fissati al 35% di recupero di rifiuti provenienti da imballaggio, per la materia prima legno).

Questi imballaggi recuperati però non hanno tutti lo stesso destino. Nel 2011, 1.272.447 tonnellate (oltre il 55% dell’immesso al consumo) sono state avviate al riciclo meccanico a materia prima presso le industrie del riciclo, dove diventano prevalentemente pannello truciolare. Oggi oltre il 95% dei rifiuti legnosi post-consumo è avviato a impianti per la produzione di agglomerati lignei per l’industria del mobile. Un impiego di nicchia per il rifiuto legnoso che viene riciclato è rappresentato dalla produzione di pasta cellulosica per le cartiere, dove il legno proveniente dal circuito del recupero è utilizzato in sostituzione della fibra vergine, senza per questo che la pasta cellulosica perda in qualità.

I rifiuti di imballaggi di legno raccolti separatamente possono inoltre subire trattamenti che li rendono idonei ad essere utilizzati come materia prima per la realizzazione di blocchi in legno, cemento per applicazioni nella bioedilizia. Nel 2011 il 10% degli imballaggi di legno immessi al consumo, dopo essere stati riparati, sono tornati alla loro funzione originaria (232.118 tonnellate in totale). Una minima percentuale dei rifiuti da imballaggio di legno è stata impiegata in processi di compostaggio (13.226 tonnellate, pari allo 0,57% dell’immesso al consumo).

Infine, una percentuale marginale di rifiuti da imballaggi di legno (pari al 2,92% dell’immesso al consumo) è stata destinata al recupero energetico. Nel 2011, 67.380 tonnellate di rifiuti da imballaggio di legno presenti nel rifiuto indifferenziato hanno avuto questo destino, e sono state quindi bruciate per produrre energia oppure trasformate, attraverso vari processi, in combustibile solido secondario che a sua volta viene utilizzato negli impianti di incenerimento. Una terza parte di questi rifiuti a matrice lignea è stata destinata a impianti dedicati alla combustione delle biomasse per produrre energia e calore.

Il ”sistema” Rilegno si basa su una rete di convenzioni con Comuni, aziende, soggetti pubblici e privati per organizzare il recupero del legno in maniera capillare sul territorio nazionale. Complessivamente, nel 2011 sono state raccolte su superficie pubblica oltre 506 mila tonnellate di rifiuti legnosi. Le piattaforme di raccolta convenzionate con Rilegno sull’intero territorio nazionale, dove i rifiuti in legno vengono conferiti e ridotti di volume per essere avviati al recupero, hanno toccato quota 389 a fine 2011 (14 in più rispetto al 2010).

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