Sviluppo Sostenibile Rio+20: la ricetta dei “saggi”

Popolazioni e consumi sono le aree su cui i governi dovrebbero concentrare i loro sforzi per tentare di arginare le gravi crisi ambientali. E’ questa la tesi di autorevoli scienziati, rappresentanti di 105 accademie scientifiche internazionali, che a Rio+20 stanno cercando di sensibilizzare i negoziatori presenti al vertice mondiale sull’ambiente. I ricercatori sottolineano che mentre a Rio si discute su come diminuire la poverta’ ed invertire il processo di degrado dell’ambiente, non si parli delle due soluzioni che a parer loro potrebbero effettivamente cambiare le cose.

I motivi di questa reticenza, secondo gli scienziati, sono da ricercarsi su questioni etiche e politiche che sembrano non tener conto della vera emergenza. Le aree su cui gli scienziati sollecitano i governi sono il controllo delle nascite, su base volontaria, che dovrebbe essere introdotto nelle strategie politiche dei Paesi in via di sviluppo e la limitazione dei consumi, determinando dei tassi limite di sfruttamento, da applicarsi nei Paesi sviluppati. ”Entro il 2050, si sostiene nel rapporto, la popolazione della terra arrivera’ a 11 miliardi mentre il consumo delle risorse superera’ del 50% la capacita’ di autogenerazione delle risorse stesse del pianeta, una situazione intollerabile che portera’ l’umanita’ al collasso”.

”Stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilita’, ha aggiunto Gisbet Glaser, rappresentante della comunita’ scientifica che ha Rio+20 ha presentato il rapporto, non si vuole parlare delle soluzioni possibili e si preferisce concentrarsi sulla titolazione dei capitoli del documento finale che sulla sostanza delle cose”. Sembra tuttavia che difficilmente qui a Rio questi argomenti verranno affrontati in modo cosi’ esplicito, il controllo delle nascite e la limitazione dei consumi restano argomenti tabu’ che non trovano spazio tra le carte dei negoziatori.

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