Alzheimer precoce:un mix di nutrienti può migliorare la memoria

Una delle caratteristiche più evidenti dell’Alzheimer è proprio la perdita di memoria: in particolare si fatica a ricordare i fatti più recenti. Anche se questo non è il solo sintomo manifesto, è comunque una importante componente della malattia che riduce di molto la qualità della vita e l’autonomia del paziente.

Per cercare di intervenire su questo aspetto della patologia, i ricercatori statunitensi del MIT (il Massachusetts Institute of Technology) hanno trovato in un mix di nutrienti un rimedio per migliorare la memoria nei pazienti affetti da Alzheimer precoce.

L’azione di nutrienti andrebbe a interessare le sinapsi – le connessioni tra le cellule cerebrali – che sono gradualmente compromesse dalla malattia e che portano ai noti deficit cognitivi e alla perdita di memoria.

La miscela di nutrienti ideata dal professor Richard Wurtman è stata chiamata “Souvenaid”, si legge nel comunicato del MIT, e pare stimoli la crescita di nuove sinapsi.

«Si vuole migliorare il numero di sinapsi, non rallentare il loro stato di degrado (anche se naturalmente ci piacerebbe fare anche questo) – spiega Wurtman  – per cui è meglio aumentare la formazione delle sinapsi».

Tutto ciò può essere possibile utilizzando tre composti dietetici naturali come la colina, l’uridina e gli acidi grassi omega-3 o DHA, scrivono i ricercatori.

La colina, per esempio, si trova nelle noci, nelle uova e nella carne. L’uridina è prodotta dal fegato e dai reni: si trova in genere negli alimenti quale componente dell’RNA. Infine, gli acidi grassi omega-3 li ritroviamo in certi tipi di pesce come il salmone, le uova, i semi di lino.

A seguito della scoperta di Wurtman, i ricercatori del Centro Alzheimer presso il VU University Medical Center di Amsterdam (Olanda) hanno condotto uno studio clinico, sponsorizzato da Nutricia, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Alzheimer Disease.

Qui, il dottor Philip Scheltens e colleghi hanno coinvolto 259 pazienti con diagnosi di Alzheimer precoce, i quali sono stati suddivisi a caso in due gruppi. Gli appartenenti al primo gruppo hanno dovuto bere per 6 mesi la bevanda Souvenaid; gli appartenenti al gruppo di controllo hanno invece assunto, sempre per 6 mesi, una bevanda placebo.

I risultati dei test seguiti durante tutto il periodo di follow-up hanno mostrato che allo stadio iniziale dei primi tre mesi tutti i partecipanti allo studio (di entrambi i gruppi) vedevano migliorare le loro prestazioni verbali e di memoria. Tuttavia, nei tre mesi successivi soltanto gli appartenenti al gruppo che aveva bevuto il mix di nutrienti Souvenaid continuava a migliorare; gli appartenenti al gruppo placebo invece hanno visto deteriorarsi sia le prestazioni verbali che la memoria.

L’osservazione degli effetti delle due bevande è stata eseguita mediante test cognitivi e l’EEG (l’elettroencefalogramma). Quest’ultimo ha mostrato come l’attività sinaptica potesse essere influenzata dal mix di nutrienti e come i pazienti passassero da modelli tipici della demenza a quelli più normali.

Tutti i partecipanti erano affetti da Alzheimer ai primi stadi, specificano i ricercatori. Per questo motivo hanno beneficiato del trattamento con il cocktail di nutrienti; difatti i pazienti con demenza a uno stadio avanzato pare non beneficino dell’effetto poiché probabilmente hanno perso già molti neuroni e vi è una potenziale impossibilità di produrre nuove sinapsi.

L’abbinamento di una essenziale diagnosi precoce con l’uso di una miscela di nutrienti come questa potrebbe dunque fare la differenza per molte delle persone affette da questa grave malattia.

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