benefici per il Paese e per l’ambiente:ecco le 10 tappe da seguire

Le importazioni energetiche costano 64 miliardi l’anno all’Italia. Ridurre del 20% i consumi, grazie all’efficienza energetica, consentirebbe di risparmiare 12,8 miliardi l’anno (un valore pari all’entità degli incentivi delle rinnovabili elettriche) con benefici per il Paese e per l’ambiente. Le ’10 tesi’ per avviare una road map virtuosa attraverso il risparmio e l’efficienza sono state discusse dall’Assemblea programmatica su Efficienza e Risparmio energetico, il secondo degli appuntamenti preparatori degli Stati Generali della Green Economy che si svolgeranno a Rimini, il 7 e 8 novembre prossimi, nell’ambito di Ecomondo, organizzati dal ministero dell’Ambiente e dal Comitato organizzatore che comprende 39 associazioni di imprese green.

Ecco le 10 tappe di questa road map:

1. Incrementare e razionalizzare gli investimenti e gli incentivi. Gli investimenti nel campo dell’efficienza coinvolgono decine di migliaia di imprese nazionali e portano un beneficio complessivo dal 50 al 500% piu’ elevato rispetto agli oneri sostenuti dallo Stato;

2. Avviare un forte raccordo organizzativo tra tutte le associazioni delle rinnovabili e dell’efficienza al fine di dialogare con maggiore efficacia con il governo;

3. Tenere conto, a livello normativo e delle incentivazioni, delle sinergie tra rinnovabili ed efficienza energetica destinate a rafforzarsi in settori come la nuova edilizia ad alte prestazioni energetiche, le smart grids e le riqualificazioni edilizie.

 4. Applicare la nuova Direttiva sull’efficienza energetica che prevede, tra l’altro, una road map al 2050 per la riqualificazione del parco edilizio e definisce l’obbligo di intervenire sul 3% dell’edilizia governativa ogni anno. L’obiettivo del 3% potrebbe essere esteso al proprio patrimonio dalle Province e dalle Regioni più avanzate; vanno fatti partire 10 cantieri ‘esemplari’;

5. Definire, a partire dal 2015, per i nuovi edifici e le ristrutturazioni, nuove soglie di consumo massimo del 20% inferiori rispetto a quanto previsto dalle norme attuali per preparare il comparto dell’edilizia alla scadenza del 2021, quando tutte le nuove costruzioni dovranno essere ‘nearly zero energy’.

6. Garantire certezza nel tempo agli strumenti di incentivazione come le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche – ripristinando il 55% – e la prosecuzione al 2020 dei certificati bianchi, la principale arma per l’efficienza che potra’ consentire un risparmio annuo, al 2020, di 11-13 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio;

7. Ridare forza, a partire da seri controlli, alla certificazione energetica degli edifici, uno strumento in grado di trasformare il mercato come è avvenuto per gli elettrodomestici nell’ultimo decennio.

8. Sostenere le piccole industrie non sottoposte alla Direttiva emission trading, che hanno difficoltà a identificare i vantaggi ottenibili con interventi di efficienza, attraverso incentivi per avviare Audit energetici;

9. Migliorare l’efficienza degli usi elettrici che presentano un doppio dividendo: a quello diretto si somma quello derivante dalla riduzione della necessità di costruire nuove centrali. In Europa con interventi spinti sul fronte dell’illuminazione si potrebbero risparmiare 28 miliardi ed evitare la costruzione di decine di nuove centrali;

10. Stimolare soluzioni innovative per finanziare gli interventi di efficienza (deroghe al patto di stabilità per gli enti locali che si impegnano in questo percorso, finanziamento tramite terzi, fondi di rotazione, Energy performance contract, valorizzazione Esco etc).

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