Denaro sterco del diavolo

Vien da chiedersi, in questi giorni al Tempo della Grande Crisi, se sia ancora accettabile questa enorme differenza tra chi può e chi non può. Tra chi ha e chi non ha. Tra chi possiede e chi è diseredato. E come, nell’epoca e nell’emisfero, quello Occidentale, che ha creato il periodo e la Regione più ricchi nella Storia della Civiltà, sia stato possibile dare origine a un così enorme accumulo di sofferenze, delusioni, alienazioni, ansie collettive ed individuali, paure e disperazioni.

Se sia possibile continuare a dare ancora per scontato che chi ha (ed avrà sempre di più) possa continuare tranquillamente nel suo corso approfittando di chi non ha e non avrà mai.

Se ciò che sembrava acquisito, diritti e garanzie, e che si sta tristemente manifestando come un accidente della Storia non sia finalmente e definitivamente da incidere nei testi delle nostre leggi più sacre, le Costituzioni, in modo da non lasciarlo più in balia di avventurieri del capitale.

Se non sia finalmente giunto il momento di interrogarsi sulla natura morale ed etica degli Animal Spirits dei Proprietari del Capitale, che già John Maynard Keynes definiva per quelli che erano: pazzi cui affidare le sorti economiche della Società in attesa di tempi migliori. Come altro si possono definire, infatti, persone che necessitano di sempre maggiori denari a discapito della felicità altrui? E il cui unico scopo è l’ottenimento del maggior profitto e l’accumulo della maggior ricchezza possibile?

E con che nome

E con che nome occorre chiamare lo sperpero del denaro pubblico che così voracemente viene fagocitato e speso, da e per certi apparati dello Stato, senza un reale beneficio per i Cittadini?

Servire lo Stato, Servire il Bene Pubblico, deve tornare ad essere un vanto e non un modo per arricchirsi impunemente. Poiché una ricchezza troppo eccessiva, in persone con un senso del dovere molto piccolo, è soltanto un moltiplicatore dell’ego. Senza alcuna positiva ricaduta per la Società nel suo insieme, come al contrario una certa vulgata liberista da anni continua a voler dar ad intendere.

Cupidigia. Avidità. Egosimo. E’ giunto il tempo di tornare nuovamente a chiamare le cose con il loro vero e reale nome.

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