gattini buttati dal tetto,pensavo fossero foglie

Pensavo fossero foglie, invece stava gettando sei mici appena nati giù da una scala», una residente racconta così la scena che ha visto sabato pomeriggio dal balcone di casa sua. Due gattini sono morti, due sono tornati con la mamma. Altri due a breve saranno adottabili. Loro oggi vivono all’Enpa di Via Germagnano. Non hanno ancora finito di curarli dal trauma e dall’infezione agli occhi, e sono già diventati dei cuccioli richiestissimi. Decine di torinesi da ieri stanno alzando la cornetta per avere novità sulla salute dei due piccoli felini rossi e per chiedere di poterli adottare.

Erano le 17 di sabato pomeriggio quando un residente di via Casteggio, un ex ingegnere vegetariano di 78 anni, ossessionato da una colonia felina che da sempre vive sopra un prefabbricato dismesso sotto casa sua, decide di sbarazzarsi di sei mici. Sono i cuccioli delle uniche due gatte non sterilizzate della colonia, dove di felini se ne contano una decina. I quattro minuscoli cuccioli tigrati hanno un giorno, e gli altri due (quelli dell’altra gatta) sono rossi e da poco hanno compiuto un mese.

«Il signore ha posizionato una scala sulla parete che separa i box del suo condominio al cortile del condominio accanto – dicono i residenti -, e ha lanciato i gatti fuori dalla sua proprietà». Sono subito accorsi alcuni testimoni scioccati, che hanno chiamato i vigili urbani.

Un micio è morto sul colpo, un altro è arrivato agonizzante all’Enpa e l’hanno soppresso. I due più piccoli li hanno riportati alla mamma, che quasi non li riconosceva con l’odore così diverso. Infine gli ultimi due, quelli più grandi, tra poco usciranno dalle gabbie dell’Enpa per grattare i divani di una casa vera.

La battaglia tra il residente, che adesso dovrà rispondere di denuncia per maltrattamento agli animali, e le «gattare» di zona Crimea è cominciata un anno fa. «Ci sono quattro «gattare» nel quartiere che ogni giorno portano un chilo di carne alla colonia – raccontano -, ma quest’inverno con l’aumento dei felini è cresciuta la rabbia dell’ex ingegnere». Tempo fa ha pure infilato nella buca dei residenti una lettera che terminava con premonizioni apocalittiche: nel 2015 dodicimila gatti arriveranno nella zona di via Casteggio, e gli abitanti evacueranno le proprie case a bordo di elicotteri.

E dire che per lui non è neanche la prima denuncia. Già una volta era intervenuta la polizia perchè con una rete aveva bloccato ai mici l’unico accesso per ripararsi dalla pioggia, davanti al prefabbricato.

Insolita quest’avversione per i gatti proprio in un quartiere borghese di Torino, dove i cani passeggiano con il cappottino e la titolare di un centro estetico garantisce che da quelle parti se c’è un modo per perdere un cliente è vietare l’accesso agli animali.

 lazampa.it

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