Il campus che parla americano nella terra madre della lingua italiana

Prato si trasformerà a breve in un fervido centro studi per studenti stranieri e non.  Arriveranno il 23 agosto 2012, i primi 36 allievi americani,  al campus internazionale dell’università di New Havenche apre aule e uffici presso la sede della Provincia di Prato. Un campus nella culla del Rinascimento, leggiamo nel home page del sito della prestigiosa università americana, che suggerisce l’incanto di partecipare a lezioni immersi nella mugnificenza e il fascino che scaturisce dalla compresenza di palazzi medievali e rinascimentali.

Si prevede la frequenza di oltre,  un centinaio di studenti americani che seguiranno annualmente i corsi e abiteranno in diverse strutture del centro, cosi come il comune di Poggio a Caiano  offre gli spazi delle ex scuderie medicee per iniziative organizzate e promosse dall’accademia americana.

Il campus che parla americano nella terra madre della lingua italiana, è opera dell’impegno tra la Provincia di Prato e Comune di Poggio e dalla convenzione firmata da Lamberto Gestri e Marco Martini con Steve H. Kaplan, decano dell’università di New Haven. I progetto è stato seguito da Ivano Menchetti, assessore provinciale al Patrimonio.

“Dopo l’Australia ora anche l’America sceglie Prato per la propria università, lo considero un segnale importante che apre uno spettro di ampie possibilità per il nostro territorio – ha ricordato Gestri – . Se l’attività dei corsi si concentrerà a palazzo Vestri per gli studenti e gli insegnanti americani il Comune di Poggio a Caiano mette invece a disposizione gli stupendi spazi delle Scuderie per incontri e convegni. “Si conferma con questa nuova collaborazione lo stretto legame che Poggio ha stretto con gli Stati Uniti e che parte da lontano”, ha ricordato Martini.

<L’università di New have ha appena aperto un campus satellite a Prato, a soli 20 minuti di treno da Firenze: “Il miglior modo per gli studenti di studiare una nuova cultura è sperimentarla di prima mano- afferma Kevin Murphy, decano dell’ateneo.- Studiare all’estero aiuta gli studenti ad acquisire una nuova prospettiva del mondo e li prepara all’economia globale che dovranno affrontare dopo gli studi”

Dopo i primi 35 studenti, che seguiranno un seminario di criminologia, altri 60 studenti sono attesi per la sessione primaverile del 2013 per partecipare a corsi di marketing, musica e arte. Per il futuro sono previste nuove interazioni, come l’organizzazione di corsi di lingua inglese riservati ad allievi italiani.

fonte:corriereuniv.it

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