Il traffico illegale di specie selvatiche è una delle principali cause di perdita di biodiversità

Il traffico illegale di specie selvatiche è una delle principali cause di perdita di biodiversità nel mondo: ogni anno, centinaia di milioni di specie animali e vegetali rare vengono prelevate dal loro ambiente e vendute a peso d’oro sui mercati clandestini. Ogni volta che acquistiamo un indumento, un souvenir o un prodotto che potrebbe derivare dal commercio illegale,abbiamo una grande responsabilità.

L’Italia è un mercato importante per piante e animali esotici , spesso uno snodo decisivo del traffico illegale di animali protetti, rari ed in via d’estinzione. Il nostro Paese è il primo importatore europeo di segati del Bacino del Congo e uno dei maggiori mercati del mondo per il Ramino (un albero proveniente delle foreste del Borneo e Sumatra), il nostro è il primo mercato al mondo per il commercio di pelli di rettile.

Fermare questo mercato è difficile, ma è possibile. Dal 1976 il WWF combatte, in tutto il mondo, il commercio illegale di specie con (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce): si tratta di un programma internazionale promosso in colaborazione tra il WWF e l’Unione Mondiale per la Conservazione (IUCN) che ha il compito di monitorare e combattere questo commercio e che in questi anni ha fatto tanto per salvare dall’estinzione migliaia di specie. Per saperne di più >>

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