Il turismo di lusso nei Paesi in via di sviluppo asseta le popolazioni residenti

L’uso sproporzionato di acqua dolce da parte dei turisti che affollano resort ed alberghi nei Paesi in via di sviluppo danneggia le popolazioni residenti e può essere causa di pericolosi conflitti sociali. A sostenerlo è un rapporto che verrà diffuso la prossima settimana dalla Charity Tourism Concern e che ha preso in esame la situazione in cinque destinazioni costiere frequentate da turisti internazionali in Gambia, a Bali, in Indonesia, nelle isole di Zanzibar, di fronte alla costa della Tanzania e a Goa e Kerala in India. I ricercatori hanno affermato di aver registrato delle enormi disuguaglianze tra la disponibilità di acqua per il turismo e quella per le popolazioni locali.

”I turisti, si legge nel rapporto, hanno 16 volte acqua in più rispetto ai locali, mentre gli alberghi garantiscono ai loro clienti la possibilità di fare la doccia più volte al giorno, ci sono famiglie e piccole imprese cui manca l’acqua per sopravvivere”. Secondo il rapporto i locali hanno a disposizione circa 93 litri d’acqua al giorno, mentre gli alberghi hanno una disponibilità di 3.195 litri per camera. Negli hotel meno lussuosi la disponibilità per camera ”scende” a 686 litri al giorno ed alcuni hanno dovuto mettere guardie armate a difesa delle condutture per evitare ”agganci” abusivi.

(Adnkronos)

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