randagismo, piaga causata dalla stoltezza umana

Ci risiamo: arriva l’estate e bisogna avvisare che i cani non vanno abbandonati. La campagna del Ministero per la Salute viene confermata anche quest’anno e termina domani. Il claim scelto è: Chi abbandona un cane lo condanna. Il messaggio è fin troppo leggero per un reato penale, come ricorda lo stesso ministero:

L’abbandono dei cani, oltre ad essere un gesto incivile e un reato perseguito in Italia ai sensi dell’art.727 del Codice penale con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, rappresenta la causa primaria del randagismo.

Il randagismo è una piaga causata dalla stoltezza umana, scusate ma non trovo parole migliori per definire l’abbandono di un animale. Costa peraltro tantissimo alla collettività sia in termini di strutture sia in termini di volontari che prestano amorevolmente aiuto, sostegno, tempo, denaro e cibo ai randagi abbandonati. A oggi in Italia ci sono 915 canili sanitari e rifugi autorizzati che nel 2011 hanno ospitato quasi 143mila animali: un numero altissimo che però specifica il Ministero è solo un terzo di quel che in realtà vi è sulle strade. E lo stesso ministero ricorda i pericoli:

I cani abbandonati continuano ad alimentare la popolazione vagante, inoltre molte femmine gravide partoriscono ed i cuccioli che non muoiono di stenti, diventando adulti, rappresentano un ulteriore serbatoio di randagi. Alcuni di questi cani inoltre sono poco socializzati con l’uomo e si trasformano in soggetti “inselvatichiti” il cui controllo è più problematico, soprattutto quando si riuniscono in branchi.

ecoblog.it

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