anticiclone “Colosso dei deserti”è allarme per la sicurezza alimentare

L’arrivo dell’anticiclone “Colosso dei deserti” porterà aria caldissima in Italia, Spagna, Francia, Germania e Paesi Bassi, ma anche Lapponia, rischiando di accentuare l’anomalia climatica e la tendenza al surriscaldamento. Lo sottolinea la Coldiretti, ricordando che in Italia il mese di luglio si è classificato al sesto posto tra i più caldi da 210 anni, registrando 1,94 gradi in più rispetto alla media, secondo l’Isac Cnr, dopo che giugno era stato il terzo più caldo da oltre due secoli.

La temperatura media globale sulla terra dell’emisfero nord nel mese di luglio è stata la più elevata mai registrata con un valore di ben 1,19 gradi celsius superiore alla media provocando una forte riduzione dell’estensione dei ghiacciai del mare artico che è la seconda più bassa di sempre.

E’ quanto emerge dai dati del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) che conferma i cambiamenti climatici in atto dopo che anche il mese di giugno aveva fatto segnare il record con una temperatura media globale sulla terra dell’emisfero nord di ben 2,34 gradi celsius superiore alla media.

Ma quali sono le conseguenze di questo caldo eccezionale? Gli effetti del clima bollente si sono fatti sentire sui raccolti degli Stati Uniti dove si è registrato un calo stimato del 13% per il mais e del 12% per la soia.

Un allarme cibo che ha spinto il G20 a convocare per il 27 agosto di una prima conference call tra i Paesi membri, visto che il crollo dei raccolti Usa, che servono per alimentare animali destinati alla produzione di latte e carne, ha causato l’allarme mondiale per la disponibilità di cibo con aumenti dei prezzi delle materie prime agricole superiori al 30% dall’inizio dell’anno.

In Italia, caldo e siccità hanno contribuito a raddoppiare il numero di incendi con 5.375 roghi (+79%) rilevati dalla Forestale dall’inizio dell’anno a metà agosto, ma anche a tagliare i raccolti con perdite stimate pari al miliardo di euro.

I tagli alle produzioni nazionali, ricorda la Coldiretti, vanno dal -20% per il pomodoro al 30% per il mais fino al 40% per la soia, mentre si prevede il dimezzamento per la produzione di barbabietola da zucchero nelle regioni del Nord e un -20% per il girasole mentre.

Anche la vendemmia si preannuncia una delle più contenute dell’ultimo secolo anche se di buona qualità. Latte e mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20% di latte in meno e i cali si rilevano anche per miele e uova.“Una situazione che conferma l’importanza che l’Italia difenda e valorizzi il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile in una situazione in cui già adesso circa la metà dei prodotti alimentari sono importati”, sostiene il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Il 46% degli italiani è infatti preoccupato che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione anche per effetto del calo delle terra coltivata, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del luglio 2012. La preoccupazione degli italiani è superiore a quella della media dei cittadini europei che si ferma al 43% anche se i piu’ allarmati sono i greci con il 94%, i più colpiti dalla crisi tra gli europei.

(Adnkronos)

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