Biodiversità in pericolo anche nelle foreste tropicali protette

Le foreste tropicali sotto tutela stanno fallendo nel loro compito di proteggere la biodiversità, sempre più minacciate da caccia illegale, disboscamenti e incendi. Questa amara constatazione è ciò che emerge dallo studio pubblicato su Nature da più di 200 ricercatori provenienti da ogni parte del mondo.

Lo studio ha coinvolto 166 istituti, tra cui il Museo delle Scienze di Trento, unico ente italiano partecipante. Tra le 60 aree protette prese in considerazione nello studio, di cui solo la metà riesce a svolgere efficacemente l’attività di protezione della biodiversità, c’è infatti anche il Parco nazionale dei Monti Udzungwa in Tanzania, dove opera da oltre 10 anni in attività di ricerca e conservazione il Museo delle Scienze di Trento

“Le aree protette sono vere e proprie ‘arche’ per la biodiversità. Molte di quelle studiate, però,  stanno affondando, pur essendo la nostra ultima speranza di mantenere in vita le foreste tropicali e la loro straordinaria biodiversità”, ha detto William Laurance, ricercatore della James Cook University e coordinatore dello studio.

La ricerca ha preso

in considerazione più di 30 gruppi biologici presenti all’interno di aree protette di foresta tropicale in America, Africa e Asia. I ricercatori ne hanno stimato la variazione numerica negli ultimi 20-30 anni e studiato i cambiamenti ambientali che hanno agito sulle aree protette. Lo studio ha rivelato che le aree in esame non riescono a proteggere l’intera diversità ecologica che ospitano anche se, in generale, contribuiscono positivamente nella protezione delle foreste tropicali.

I gruppi più in difficoltà sono soprattutto i grandi predatori, i mammiferi di grande taglia come i primati, gli alberi delle foreste vergini, i pesci d’acqua dolce e gli anfibi, che soffrono soprattutto nelle aree meno protette, cioè dove agiscono indiscriminatamente cacciatori di frodo e disboscamento illegale.

I ricercatori hanno anche rilevato che non sono pericolose solo le minacce interne ma anche i cambiamenti che avvengono nelle aree vicine – taglio dei boschi, incendi, sovrasfruttamento delle risorse naturali e aumento delle popolazione – che possono influire notevolmente nel grado di protezione delle riserve.

“La maggiore evidenza di questo fatto”, spiega Francesco Rovero, curatore della sezione di biodiversità tropicale del Museo delle Scienze di Trento, “è che l’85% delle riserve che abbiamo considerato ha perso, negli ultimi 20-30 anni, una parte importante della superficie delle foreste che la circondavano mentre solo il 2% ne ha visto un incremento. I Monti Udzungwa, una delle aree più importanti in Africa per la conservazione dei primati, sono emblematici in questa tendenza globale. Infatti mentre il Parco nazionale dei Monti Udzungwa tutela con successo la propria biodiversità, nelle riserve naturali meno protette molti primati e altri mammiferi sono sull’orlo dell’estinzione”.

Solamente attraverso progetti più accurati e con il sostegno attivo delle comunità locali le aree protette delle foreste tropicali potranno, forse, resistere alle minacce future più difficili da affrontare come i cambiamenti climatici, e continuare nel loro compito di custodi della biodiversità.

“Non abbiamo scelta, le foreste tropicali sono la parte più ricca del pianeta in biodiversità, ma molto di questo patrimonio naturale  rischia di scomparire senza aree ben protette”, ha detto Laurence.

fonte:nationalgeographic.it

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