contenimento della specie,Cip e Ciop sono condannati

Cip e Ciop sono condannati. E la sentenza sarà definitiva a partire da quest’autunno. Lo chiamano «contenimento della specie», in pratica verranno catturati alcuni esemplari di scoiattoli grigi (originari del Nord America) per praticare loro l’eutanasia.

Una scelta – dicono gli scienziati – dovuta al fatto che gli scoiattoli grigi sono una specie «alloctona», cioè importata, che qui sta mettendo a rischio la sopravvivenza dei nostrani scoiattoli rossi. La salvezza di questi piccoli roditori costerà per Piemonte, Lombardia e Liguria quasi due milioni di euro, gran parte fondi europei. In consiglio provinciale di Milano la decisone ha già creato polemiche sia sulle spese, sia sui metodi che verranno praticati.

«Nessuno però dica che “gasiamo” gli scoiattoli. Verranno utilizzate modalità che non prevedono la sofferenza degli animali». Sandro Bertolino è biologo all’Università di Torino e responsabile del progetto Life Ec-Square che cercherà di ridurre, se non di eliminare, gli scoiattoli grigi. «Si tratta di operare una scelta: gli scoiattoli rossi soccombono nella competizione con quelli grigi, che sono più grandi, più forti e possono mangiare anche il cibo che i rossi non riescono a digerire. Poi c’è pure la questione delle scorte alimentari dei “nostri” scoiattoli, anch’esse messe a rischio da quelli grigi». Cip e Ciop, oltre ad essere grandi il doppio, si trovano a loro agio nel camminare a terra, e ciò permette loro si individuare le scorte invernali di cibo dei loro compagni di specie, di cui si impossessano facilmente.

Così, mentre il roditore americano si adatta meglio alla pianura mangiando di tutto, quello europeo, oltre ad avere un menù più limitato – non mangia le ghiande perché non digerisce il tannino – si trova la dispensa dimezzata nei periodi invernali, proprio quando più ne avrebbe più bisogno per la sopravvivenza.

Le specie «aliene» sono un problema per l’Europa da anni. Oltre ai famelici scoiattoli grigi l’elenco comprende le nutrie e molti parassiti delle piante: il tutto per un danno di 12 miliardi all’anno, calcolato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Lo scoiattolo americano fu introdotto in Piemonte negli Anni Quaranta da una famiglia per «arredare» il giardino, e da qui si è riprodotto a dismisura: ora si calcola che gli esemplari siano almeno 15 mila.

Prima ancora aveva invaso la Gran Bretagna e la Scozia «dove sono in forte espansione – ci tiene a precisare il biologo torinese – e stanno provocando danni anche ai boschi con lo scortecciamento delle piante. Inoltre sono portatori sani di un virus per loro non pericoloso ma assolutamente letale per gli scoiattoli rossi di cui stanno mettendo a rischio la sopravvivenza».

Così facendo i grandi scoiattoli che hanno ispirato Walt Disney si sono guadagnati la fama di «cattivi», e dall’Unione europea è stato più volte richiesto all’Italia di fare come nel Regno Unito. Lo Standing Commitee della Convenzione di Berna ha ripetutamente inviato raccomandazioni al nostro Paese: tre quelle ufficiali dal 1999 al 2007, ma nulla si è mosso. Ecco perché nel 2008 è stato aperto un «Case File»: non proprio una mossa verso una multa, ma qualcosa di più di una raccomandazione.

Sandro Bertolino è consapevole delle polemiche. «Certo non fa piacere uccidere animali, ma questo è un problema creato dall’uomo che necessita di una soluzione adeguata. Dobbiamo garantire la sopravvivenza del nostro scoiattolo rosso: la competizione con quello grigio lo mette seriamente a rischio di estinzione. In ogni ettaro di territorio c’è un esemplare rosso contro i cinque-sei grigi».

fonte:lastampa.it

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie