Animalisti da D&G: «Uccidereste per un paio di jeans?»

«Uccideresti per un paio di jeans?», recitano le scritte sul petto nudo di una decina di Animalisti. Al centro, due operai che sbiancano un paio di jeans appesi in piena piazza di Spagna, proprio davanti a una delle vetrine più chic dello shopping romano. Quelle di Dolce & Gabbana.

Indossata la mascherina, i due operai addetti alla sabbiatura continuano a sparare getti di sabbia ad aria compressa finché il jeans non diventa bianco e dilavato, come va di moda. E i due malcapitati non cominciano a tossire fino a morire soffocati. È il flash-mob, inscenato dagli «Animalisti italiani» questa mattina a Roma. In Cina, India, Bangladesh, Pakistan, Nord Africa però gli operai addetti alla sabbiatura dei jeans si ammalano davvero di silicosi. “Questa tecnica produce una grande quantità di polvere e particelle sottili di biossido di silice ed è stato dimostrato che l’esposizione continua e duratura dei lavoratori a queste particelle provoca la silicosi, malattia che in molti casi è letale”, recita il volantino distribuito dagli altri attivisti, uomini e donne, a petto nudo. “Ci sono altre tecniche, non nocive”, spiega uno di loro al megafono, rilanciando, appunto, la «Clean Clothes Campaign».

Una petizione internazionale per chiedere a tutti gli stilisti di evitare l’utilizzo del denim trattato con il metodo del sandblasting. In Turchia il divieto di usare la sabbiatura per trattare i jeans risale al 2009. In Italia e non solo all’appello – spiegano gli Animalisti – hanno già risposto Armani, Versace, Gucci, H&M, Levi’s.

fonte:pubblicogiornale.it

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie