Fondazione Cosumo Sostenibile:maggiore concorrenza per frenare i rincari della bolletta

Un mercato dell’energia europeo che porti ad una maggiore concorrenza e che possa frenare i rincari della bolletta energetica delle famiglie. E’ questa la proposta della Fondazione Consumo Sostenibile che auspica una maggiore trasparenza sulle offerte fatte al consumatore. Inoltre, si legge nel comunicato della Fondazione, per quanto riguarda l’energia elettrica si deve intervenire su un costo anomalo, la cosiddetta ‘voce A 3’ cioè gli incentivi per le fonti rinnovabili e assimilate, i cui costi sono spalmati sulle nostre bollette.

Negli aumenti in vigore da oggi, ‘la voce A3’ incide per metà dell’aumento. La Fondazione Consumo Sostenibile, nell’audizione di settembre con l’Autorità, aveva proposto una best practice già in atto in altri paesi, cioè un ”estratto conto annuale sull’energia” nel quale, il consumatore possa rilevare in modo semplice, il proprio consumo di energia, la spesa, valutare i possibili risparmi, avere informazioni trasparenti per l’eventuale cambio di gestore. Le attuali bollette, infatti, nonostante tutti gli sforzi di semplificazioni restano documenti incomprensibili.

I rincari di ottobre (+1,4% per la luce e +1,1% per il gas) si aggiungono a quelli dei trimestri precedenti per un complessivo incremento di costo nel 2012 del +16,8% per la luce e +8,2% per il gas. Aumenti (su base annua), che pesano sul bilancio delle famiglie per un importo pari a 21 euro per l’aumento di ottobre e per ben 178 euro, se si considerano gli altri aumenti intervenuti nel 2012, di cui 100 euro per il gas e 78 per la luce. Aumenti riferiti ad un consumo medio di 2700 KW per l’elettricità e di 1400 m³ per il gas.

”Siamo di fronte ad aumenti pari a 3- 5 volte il tasso di inflazione, con una ricaduta sul bilancio della famiglie (su base annua) di 178 euro” ha commentato Paolo Landi Presidente Fondazione Consumo Sostenibile, “l’Autorità dell’energia, si fa i conti sulle variazioni dei costi intervenute nei tre mesi precedenti e decide le variazioni per i tre mesi successivi. I bilanci delle imprese sono quindi salvi, non è così per i bilanci delle famiglie”.

 

 

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