Il prode Ceronetti e il pio Bio (logico)

“Biologico come estrema frontiera di ottimismo etico. Ma non date più patatine fritte ai vostri bambini”.

Il prode Guido Ceronetti, genio della parola e dell’apocalisse, sul Corriere della Sera affronta da par suo il tema del biologico, di cui è fervente sostenitore. Ne riportiamo i brani principali, non senza ricordare che questo geniale folletto della letteratura e del pensiero è un coltissimo misantropo, che si diletta in invettive veterotradizionaliste e antiprogressiste. Ma avercene così.

“Mio Dio, col biologico – in magia corrente BIO – come la mettiamo? Io ne sono partigiano e consumatore fervente, ma devo prima accennare a parole tempo fa udite da Mario Monti sull`impressionante calo, in Italia, delle terre fertili, a beneficio della cementizzazione, requiem per ogni tipo di agricoltura, dove ormai gli occupati si contano. Il suo governo, quantunque ben poco ambientalista, vorrebbe trovare un rimedio. Lodevole. Ma il dogma infrangibile della crescita del Pil non consente che sia posto un freno alla cementizzazione, che in ogni metro quadro metterebbe un anthropos di rassegnazione nipponica: e allora? Per superfertilizzare quel che resta, eppur calante, di terra libera dal cemento, non c`è che rivolgersi all`industria chimica, come si fa da sempre, ma ancor più, la quale però ha il difettuccio di far crescere a forza alimenti biologicamente contaminati e allora si stende ufficialmente un velo, perché le conseguenze per la salute umana non sono da poco. Qui entra in scena il Biologico. Per non essere una vana parola il pio Bio deve, da un lato, diventare un affare, senza guadagnarsi buoni in vista di futura beatitudine; dall`altra, acquisire meriti per l`avvedutezza, un po` interessata, dei suoi avvertimenti, e un accrescimento, non misurabile, di felicità umana, in quanto (dico anch`io) chi mangia biologico mangia meglio. Ora, per essere incluso nel possibile, BIO ha bisogno di terra, non soltanto genericamente fertilizzabile, ma addirittura incontaminata. Dove trovarla? Un antico detto francese, risolutamente, afferma: «È un bastone merdoso, non sai come maneggiarlo»…

… Tra le poche terre fertili sopravvissute al cemento e all`edilizia più sfrontata (le pendici fertili ma pericolose per abitarci del Vesuvio sono oggi antropizzate senza pietà; la grande pianura di Albenga è ridotta a fazzoletti sparsi), provate ad andare in cerca di qualche superstite Zona Incontaminata, la sola adatta a coltivazioni autenticamente biologiche! Ci sono probabilmente una quantità di piante di melo, nelle valli sudtirolesi, che non riceverebbero pesticidi, ma quante mele resteranno pulite, per la tavola bio, dal momento che le piantagioni vengono irrorate a nuvola, con gli elicotteri, richiesti perché non se ne guasti mai una sola? Il commercio europeo, i ristoranti, guai se vedono un puntino nero! Lo stesso avviene per i vigneti… L`elicottero non distingue il filare trattato col solfato di rame, salvezza delle uve, da quelli chiamati da altri proprietari a cospargere tutto di veleno agro-chimico per renderle vendibili a capodanno, alle pasque dell`anno dopo! S`imparerà ad apprezzare sempre più i doni di qualche amico – un miele d`api sopravvissute dell`Oristanese, un uovo di gallina di ristretti pollai privati – invece di polveri cinesi o provenienti dalle infami gabbie dove le povere pennute benemerite sono stivate in un calvario breve, col fine di produrre quantità sterminate di uova smorte che fanno tanto Pil, cancellando insieme tradizioni di civiltà paziente e un po` di passabile faccia della vita. «Un`omelette di tre uova!». Te la servo alla piastra subito! Ma fosse pure di trecento, quel cibo sarà a un tempo indigesto e inconsistente. Perché c`è Nemesi anche per i coccodè soffocati. Tuttavia l`uomo, delegato in eterno dell`Angelo Sterminatore, è un essere incomprensibilmente mostruoso, anche per i prodigi di cui è capace. In questa stessa penisola di malavita il biologico da minime sorgenti è diventato fiume. Ci sono tracce di commercio diretto (come la Fierucola fiorentina di piazza Santo Spirito) dove si spende poco e si compra salute; spuntano coppie giovani che abbandonano le nostre ormai orrende periferie – oh non più quelle dei Paesaggi Urbani di Sironi! Quelle di cui ascoltava il cuore Alberto Savinio! – e si mettono al lavoro su poderi misteriosamente rimasti, pieni di ragnateli, in attesa proprio di loro. C`è addirittura un commercio che incrementa, non senza qualche cedimento, credo, Pil. Minicrociate contro il male, lo sfinimento, il rinnegamento che caratterizzano questa repubblica fondata su palafitte neolitiche. Biologico come estrema frontiera di ottimismo etico. Ma non date più patatine fritte ai vostri bambini”.

fonte:puntarellarossa.it

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