la green economy come spinta per uscire dalla crisi

Gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Ministero dell’Ambiente e coordinati dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile, si svolgeranno, quest’anno, a Rimini caratterizzando l’edizione 2012 di Ecomondo, la più importante fiera italiana delle tecnologie pulite e del recupero materia (75.980 visitatori professionali nel 2011), in programma dal 7 al 10 novembre 2012.

Nelle prime due giornate di apertura verranno definite le vie dello sviluppo ecocompatibile, alla presenza del Ministro Corrado Clini e di tutti i protagonisti del settore, che avranno la possibilità di incontrarsi durante i quattro giorni di manifestazione, grazie al ricco panorama di appuntamenti del calendario dei seminari scientifici e tecnologici coordinato dal Prof. Luciano Morselli. “La programmazione dei convegni – spiega Morselli – segue uno schema ormai collaudato, con sezioni tematiche che contribuiscono all’aggiornamento della ricerca industriale e all’innovazione grazie alla presentazione di casi studio e di modelli di gestione ambientale, esaltando la nuova cultura ambientale che si sta affermando“.

Sono previsti oltre 150 eventi il cui fil rouge è rappresentato da prodotti, processi e servizi utili ad uscire dalla attuale crisi economica, ma anche dalla volontà di indirizzare i consumatori a porre la sostenibilità ambientale e i prodotti della Green Economy al centro delle proprie scelte. Un filone, questo, che genera nuove professionalità e nuove opportunità di occupazione fra i giovani.

Nel programma scientifico di Ecomondo risalta la valorizzazione integrata delle biomasse residue, con l’ottenimento di bioenergia, composti chimici biobased e prodotti per l´agricoltura, come anche le strategie nazionali per la conversione di aree petrolchimiche dismesse in bioraffinerie calate sul territorio. Inoltre, approfondimenti sul recupero dei minerali dai RAEE, la valorizzazione dei row materials, la bonifica dei siti contaminati, il monitoraggio ambientale indoor e le rilevazioni degli odori. Il tutto in un contesto di simbiosi industria-accademia a sostegno della cosiddetta Knowledge-Based Industrial Ecology.

Infine seminari sulla gestione integrata dei rifiuti, con particolare attenzione ai modelli innovativi di gestione e di quanto le piattaforme tecnologiche nazionali e regionali stiano mettendo in campo nelle ricerche industriali, così da proiettarsi verso gli standard europei, che tendono ad una quota di discarica attorno al 2-3 %, mentre in Italia siamo ancora al 45%.

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