Come trovare lavoro

Lorenzo Paoli è un Career & Corporate Coach, ha aperto diverse aziende che si occupano di coaching e intelligenza emotiva, formazione e lavoro sulle risorse umane. Recentemente ha scritto per Vallardi “Le 100 palle che ci raccontano sul mondo del lavoro”, 100 lezioni di coaching che ha appreso dalla sua esperienza come career coach.

Perché il mondo del lavoro è in questo stato di caos totale? Allora attenzione, perché questa potrebbe essere una semipalla, nel senso che il mondo del lavoro sta cambiando molto velocemente e richiede molta più flessibilità rispetto a trenta anni fa magari, e quindi richiede cambiamenti nelle strategie in cui si cerca un lavoro e in cui si aprono nuove attività.

Per esempio il curriculum vitae potrebbe non essere più lo strumento più utile da utilizzare per trovare lavoro e invece i ragazzi o i meno giovani ancora mandano migliaia di curricula alle aziende non trovando più una risposta, per cui si genera un caos totale proprio perché le persone non riescono a incontrare le aziende e le aziende non riescono a trovare la persona giusta.

Allo stesso tempo oggi c’è bisogno di molti più imprenditori e imprenditori di se stessi, quindi persone che possono aprire piccole aziende e quindi diventare liberi professionisti, liberi nella gestione del proprio lavoro.

Anche qui oggi, fortunatamente, gli investimenti non sono più come una volta così grandi, le persone anche con una famiglia possono investire con pochissimi rischi, grazie anche a internet, per cui possono aprire un negozio online per esempio o una attività di consulenza online e anche in questo caso però le informazioni sono poche, per cui le persone credono che sia molto difficile farlo e che non ci siano clienti, che non ci sia mercato.

Cosa deve fare un giovane disoccupato che ha intenzione di trovare un lavoro?

Beh, prima di tutto deve smetterla di seguire i consigli di una volta se andiamo a vedere su internet e digitiamo su Google come scrivere un curriculum vitae esce fuori quello europeo. Ragazzi, non fatelo! Perché il curriculum vitae europeo è obbrobrioso! Quindi prima di tutto devono scoprire nuovi modi per trovare lavoro, che non è solo mandare curricula o andare alle agenzie del lavoro, ma è anche fare piccoli progetti per le aziende e mandarli, per proporsi, andare a fare stage, proporsi nelle aziende, formarsi molto di più anche all’estero magari. E poi consiglio ai ragazzi, se hanno molte idee, anche di aprire piccole società, anche con poche centinaia di Euro di investimento per iniziare a provare a essere imprenditori di se stessi, a vedere come funziona il mercato del lavoro.

Altri modi per trovare lavoro e farsi conoscere? Usare il personal brending, che vuole dire farsi vedere. Oggi siamo nella era della condivisione, per cui assolutamente aprite un profilo Linkedin, scrivete un blog sulla attività che vi piace, se vi piacciono i fiori, la cucina, la meccanica, scrivete di quello, perché i datori di lavoro e anche le imprese potranno vedere quanto siete bravi.

La meritocrazia esiste?

La meritocrazia è un falso mito che bisogna sfatare. E’ vero che in alcuni casi i raccomandati esistono, però attenzione, i raccomandati, quelli che non ci piacciono, sono in realtà parcheggiati, vuole dire che una persona è parcheggiata in una azienda a fare qualche cosa perché il direttore deve farlo, ma noi non vogliamo essere parcheggiati, d’altra parte però esistono le raccomandazioni buone, quindi il networking, sapere, farsi conoscere e riconoscere.

La meritocrazia esiste comunque, le persone e le società vogliono vedere persone di talento e è però necessario farsi vedere, non restare quindi chiusi nel proprio guscio e soprattutto non concentrarsi solo su un curriculum vitae di due pagine, in bianco e nero, smunto, che non fa vedere quali sono veramente i nostri talenti e che quindi demanda al direttore del personale piuttosto che a un’altra persona la capacità di intuire che noi siamo persone veramente brave, per cui facciamoci vedere, diamoci da fare e lavoriamo per costruirci la carriera che vogliamo.

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