Cosmetici cruelty-free: ecco i colossi del make-up che torturano gli animali

Il dibattito sulla sperimentazione dei cosmetici e dei prodotti di bellezza sugli animali è aperto ormai da decenni ma, nonostante i passi avanti fatti in materia, gli amici a quattro zampe non sono ancora del tutto immuni dai test e dalla vivisezione.

Sono tantissime le case produttrici di prodotti per l’igiene della persona e per il make-up che si pubblicizzano come cruelty-free, facendo sì che i clienti contrari alla vivisezione e alla sperimentazione animale le scelgano, preferendole ad altre.

Cosmetici cruelty-free: e se le case produttrici mentissero?

Ma i colossi del settore Beauty sono davvero onesti quando affermano di non testare i loro prodotti sugli animali, sottoponendoli a sofferenze immani e, talvolta, a vere e proprie torture? La PETA (People for Ethical Treatment of Animals) ha scoperto che 3 importanti e famose case produttrici di cosmetici e make-up presunti cruelty-free mentiva spudoratamente.

Ecco i 3 marchi smascherati dalla PETA.

Si tratta di Avon, Estee Lauder e Mary Kay, che sostenevano di essere animal-friendly e di tutelare gli animali, risparmiandoli da test e sperimentazioni inumane e dolorose, finché gli attivisti della PETA non le hanno smascherate.

E dire che tantissimi clienti che si affidavano ad Avon, Mary Kay e Estee Lauder proprio per la fiducia riposta in questi marchi, dei veri colossi del settore, con punti vendita e fabbriche in tutto il mondo.

Cosa ha scoperto e denunciato la PETA?

Le 3 case produttrici di prodotti di bellezza e make-up appena citate sarebbero solo una piccola parte del fenomeno denunciato dalla PETA. Si tratterebbe di veri e propri inganni premeditati ai danni dei clienti, perché tali marchi, che in Occidente sostenevano di non testare i propri prodotti sugli animali, in Cina facevano l’esatto contrario, pagando segretamente dei laboratori cinesi specializzati in test e sperimentazioni su animali.

Mentre Avon, Estee Lauder e Mary Kay vendevano da noi ed in molti altri Paesi del mondo cosmetici e prodotti di bellezza pubblicizzati come animal-friendly, pur di non perdere i proventi dell’ampio mercato cinese, in Oriente torturavano gli animali da laboratorio, per testare gli effetti delle sostanze e degli ingredienti utilizzati nei loro prodotti.

In Cina, infatti, non si possono commercializzare cosmetici non testati sugli animali, secondo la legge locale.

I famosi marchi che “a casa” erano considerati cruelty-free, in Cina si trasformavano in veri e propri “mostri” della sperimentazione sugli animali. Un applauso va, invece, a NYX Cosmetics, che pur di non torturare inutilmente gli animali, ha deciso di non commercializzare i suoi prodotti in Cina.

di Lucia D’Addezio

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