L’esempio danese e la dimensione culturale

La cultura come strumento di competitività nelle strategie danesi legate alla globalizzazione. Un modello che anche l’Italia dovrebbe seguire

La dimensione politica degli ultimi anni si è spesso servita di una pericolosa alchimia mediatica per impadronirsi dell’immaginario collettivo. La cosa peggiore è che essa ha dato vita a un mutamento non temporaneo ma di lungo periodo della dimensione culturale, per certi versi quasi antropologica, nel nostro Paese.

La necessità di un cambiamento della sfera culturale mi è parsa particolarmente evidente durante un recente soggiorno di alcuni mesi in Danimarca, mentre ero immerso in una lettura accademica all’Università di Copenhagen. Leggevo un articolo sulla cultura come strumento di competitività nelle strategie danesi legate alla globalizzazione. In particolare mi ha colpito come, in quest’ottica, venga attribuita grande importanza ai valori culturali e morali tipici di una popolazione, cultura intesa come insieme di ideali storicamente stratificati. I nuovi principi della dimensione sociale danese, secondo l’autore, sarebbero diventati anche la forza propulsiva dell’economia. A questo scopo è stato persino adottato un metodo quantitativo di misurazione dei valori tipici di quella cultura. Il Consiglio Nazionale dell’Innovazione, infatti, da alcuni anni sta monitorando e identificando le best practices, sulla base delle virtù in cui la Danimarca eccelle rispetto ad altri Paesi (la cd. “World Class Danishness”). Secondo un rapporto di tale istituzione, del 2005, la world-class corrisponderebbe a una certa visione umanistica della cultura danese: “I Danesi non credono nei sistemi, essi credono nelle persone, nel fatto che il singolo individuo possa fare la differenza”.

La Danimarca è un Paese giovane, è un dato di fatto che si osserva anche semplicemente passeggiando nelle strade. I giovani contribuiscono in maniera determinante all’evoluzione di tutta la società. E’ il tipo di cambiamento che servirebbe anche in Italia: creatività, entusiasmo, sensibilità nuove. Le nuove generazioni hanno avuto la fortuna di viaggiare, di conoscere altre culture e di confrontarsi con il mondo globalizzato in tutte le sue componenti interculturali.

Non illudiamoci, però, che basti consentire l’accesso ai giovani nei vari settori della società e nella politica. Serve, al contempo, una profonda riflessione sui valori, che non sono proprietà esclusiva del campo religioso e nemmeno di quello politico-filosofico. Quello che occorre è, pertanto, una fase di analisi e progettualità a livello antropologico, che si avvalga del contributo di varie sfere della società (educazione, media, università, spettacolo, religione ecc.), nuovi modelli culturali che partano dalla quotidianità dei bisogni piuttosto che dalle forme politiche che sinteticamente vogliono rappresentarli. E’ questa la vera rivoluzione.

Un nuovo umanesimo, in cui prevalga la necessità di diffondere una coscienza e una dimensione personale sempre più intime, è dunque il presupposto essenziale per una rinnovata evoluzione sociale, nella consapevolezza che una comunità ha bisogno di individui “adulti”, in grado di pensare e di elaborare una loro visione del bene privato e collettivo, non di persone intente unicamente a perpetuare le proprie vanità.

Dovremmo allora puntare alla profondità recuperando, ad esempio, il valore della poetica nella vita quotidiana. La poesia ha il vantaggio di parlare all’anima, alle emozioni, evitando tutta una serie di speculazioni legate all’intelletto e alla logica, dominanti nella nostra civiltà. E’ alla bellezza che dovremmo consacrarci nuovamente, alla semplicità del quotidiano, all’essenziale, alla riscoperta genuina e consapevole del mondo naturale, della terra. Potrebbero essere questi i valori – proiettati al futuro, non solo al passato – la nuova direzione per il cambiamento, il vantaggio competitivo per ridare dignità a questa nostra cultura e a tutta la società italiana.

Fonti: Søren Christensen (University of Copenhagen, Department of Ethnology): World Class Danishness. Culture as Competitiveness in Danish Globalization Strategies,cadoinpiedi.it

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