L’inutile strage di uccelli marini

Sono due milioni i volatili uccisi dal 2001 a oggi. Occorrono misure per contrastare la loro attrazione fatale per le attrezzature da pesca

Almeno 100mila volatili vengono uccisi ogni anno in reti da posta nel Mar Baltico e del Mare del Nord orientale. La pesca del nasello con palangari, effettuata da navi spagnole nel sud-ovest dell’Irlanda, ne uccide decine di migliaia ogni anno, per lo più berte di grandi dimensioni.

Questo massacro è in contrasto con la Direttiva Uccelli, che protegge gli uccelli marini europei, comprese le specie minacciate a livello mondiale come la berta delle Baleari, la berta minore del Mediterraneo, l’edredone di Steller, l’orco marino e la moretta codona, che si impigliano nelle reti e annegano. È quindi un primo passo fondamentale che il Piano d’azione sugli uccelli marini abbia visto la luce.

In seguito alla proposta della Commissione Europea, spetterà agli stati membri approvare il Piano in Consiglio dell’Unione Europea, e poi di tradurlo in misure efficaci nelle loro acque nazionali e anche al di fuori, dove le imbarcazioni battenti bandiera Ue si spostano, gestite dalle Regional Fisheries Management Organisations (Rfmos). Per le specie più minacciate di uccelli marini, BirdLife guarda al Piano per dare il via a interventi di emergenza per contrastare l’attrazione fatale degli uccelli per le attrezzature da pesca.

(Adnkronos)

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