Niente bollo per micro-investimenti: c’è uno spiraglio

Sì all’ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l’esenzione dal bollo per i micro-investimenti. Continua la petizione lanciata da Banca Etica per salvare l’azionariato popolare diffuso.

La partecipazione alla mobilitazione lanciata da Banca Etica per chiedere al Governo di reintrodurre l’esenzione dall’imposta di bollo per i piccoli investimenti fino a 1.000 euro è stata straordinaria.

In pochi giorni la petizione ha raccolto quasi 8mila firme, per salvaguardare i piccoli risparmiatori che partecipano a esperienze di democrazia economica come quella di Banca Etica.

Gli emendamenti alla “Legge di Stabilità” a firma degli onorevoli Froner, Rubinato e Quartiani che raccoglievano la richiesta sono stati respinti dal Governo in Aula a Montecitorio, ma l’Esecutivo ha approvato giovedì 22 novembre un ordine del giorno proposto dagli stessi onorevoli che lo impegna a “valutare la possibilità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di ripristinare, per i piccolissimi azionisti, una soglia di esenzione dall’imposta di bollo sui dossier titoli il cui valore medio di giacenza annua non supera euro 1.000”.

Questa importante novità permette a Banca Etica di proseguire la mobilitazione in vista della prossima discussione della Legge di Stabilità in Senato e della richiesta di un incontro con il ministro dell’Economia, prof. Vittorio Grilli. La petizione è ancora aperta e ogni firma in più darà più forza alla richiesta di salavguardare i piccolissimi risparmiatori!

SI PUÒ FIRMARE QUI!

“Siamo consapevoli che in questo momento sono tante e drammatiche le battaglie che la società civile e le stesse organizzazioni che hanno fondato Banca Etica devono combattere per scongiurare il rischio che il rigore cancelli diritti essenziali delle categorie più fragili: i fondi per le persone non autosufficienti, i fondi per i lavoratori così detti “esodati”, gli attacchi al non profit, sono esempi di questi fronti aperti – dice Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica – Ma siamo anche convinti che la finanza etica porta in sé la risposta alla crisi, proprio per la sua capacità di mettere in moto meccanismi virtuosi che convogliano il risparmio privato verso le iniziative più efficienti di servizi di pubblica utilità gestiti dal privato sociale.

Siamo certi che la copertura economica si potrà trovare ritoccando di poco le aliquote applicate agli investimenti più sostanziosi, che in proporzione pagano molto meno dei piccoli risparmiatori.

Anche una tassazione meramente proporzionale – seppur meno equa rispetto a quanto sancito dalla Costituzione che prevede un sistema progressivo – servirebbe a salvaguardare i piccolissimi risparmiatori. Se si applicasse l’aliquota dello 0,1% su tutti gli investimenti, anche a quelli da 0 a 34mila euro (che oggi pagano senza distinzione l’imposta fissa di 34 euro) si ripristinerebbe l’equità: chi investe 1000 euro pagherebbe un bollo da 1 euro, mentre chi ne investe 34mila pagherebbe un bollo di 34 euro “.

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