Obiettivo sul paco, la droga delle periferie sudamericane

In mostra a Roma le fotografie di Valerio Bispuri che raccontano la diffusione del paco, una droga derivata dalla coca che sta devastando le periferie dell’America del Sud fotografie di Valerio Bispuri/Echo

Detto anche PBC (pasta base de cocaina), il paco è un prodotto di scarto della lavorazione della cocaina che si è diffuso a partire dall’inizio degli anni Novanta soprattutto nei quartieri periferici di Buenos Aires e – in seguito – nelle favelas e nelle periferie di tutto il Sudamerica.

Definito “la droga dei poveri” per il suo basso costo (una dose può costare meno di un dollaro), il paco è un prodotto di pessima qualità ed estremamente dannoso: lo scarto di lavorazione della coca destinata ai mercati europei e nordamericani viene mischiata con sostanze chimiche varie – cherosene, colla, veleno per topi, persino vetro in polvere – e distribuita nei quartieri più poveri dell’America Latina, dove i principali acquirenti sono i minorenni: come questi due dodicenni di Salvador de Bahia, in Brasile, che fumano paco nei vicoli del Pelourinho mentre impazza il carnevale.

Fumato come il crack, il paco ha un effetto di brevissima durata e porta all’assuefazione in tempi altrettanto brevi. In pochissimo tempo, chi è assuefatto si ritrova ad avere bisogno 50 o anche 100 o più dosi al giorno.

Nei primi anni del millennio, in seguito alla crisi economica argentina, il consumo di paco in è aumentato del 300% nel paese, creando un esercito di giovanissimi “morti che camminano” (così vengono chiamati in Sudamerica coloro che lo usano) disposti a tutto pur di avere la loro dose, con effetti umani, sociali e sanitari devastanti per interi quartieri.

Il fotografo Valerio Bispuri si è immerso nell’inferno dei morti che camminano, vivendo con loro, tra Argentina, Brasile e Perù condividendo la loro sofferenza e la loro vita nei ghetti periferici, fornendoci una documentazione senza pari su un fenomeno poco conosciuto ma non per questo meno allarmante; un fenomeno figlio della crisi economica che potrebbe espandersi anche nel mondo industrializzato, e che Bispuri racconta con le sue immagini in mostra dal 9 al 25 novembre alla bgallery di piazza Santa Cecilia 16 a Roma.

fonte:nationalgeographic.it

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