Open Source Ecology Italia

Che cos è Open Source Ecology Italia?

A cura di Jacopo Amistani, Martina Amadeo, Gianmarco Zaccaria.

Open Source Ecology (OSE) è un movimento nato per creare la la Open Source Economy. Il movimento consiste in centinaia di imprenditori, produttori, ingegneri, fabbricanti e attivisti sparsi per il globo che credono nel potere dell’ Open (Open Source) e che ne condividono la sua etica. La parola “Ecologia” nel nome si riferisce all’ interazione tra natura e l’ecosistema umano- inteso come ambientale, sociale e tecnologico- fino a che questo interagirà con l’ambiente mantenendo principi di tipo Open. Fino dalla prima formulazione di OSE e dei suoi principi nel 2003, i concetti si sono evoluti e concretizzati in una piattaforma per la creazione di una impresa distributiva come fondamento solido di una economia sana, una terza via tra capitalismo e socialismo.

Il Paradigma dell’ economia distributiva si basa sul concetto dell’ libero accesso ad un sistema di produzione efficiente come mezzo per trascendere la scarsità artificiale dei materiali. Quindi il principio si basa sull’utilizzo di tecniche ed attrezzature open source per la produzione di una civiltà avanzata incentivando però l’uso responsabile della tecnologia.

In questo momento il principale progetto in corso di OSE è il Global Village Construction Set (GVCS) ( Kit di costruzione del villaggio globale). Esso consiste in un Kit di 50 macchine industriali che consentano la creazione di una civilizzazione su piccola scala senza la rinuncia dei confort della modernità.

OSE: La nostra Missione

La missione di Open Source Ecology  è di creare una open source economy, un economia che ottimizza sia la produzione che la distribuzione, tramite il sostegno ed i mantenimento di una rigenerazione ambientale e di una giustizia sociale.

Il nucleo fondamentale dell’ OSE è il libero accesso alle informazioni economiche di alto valore e significato. Design dei prodotti, tecniche, ed il materiale per un rapido apprendimento che permetta un veloce raggiungimento di questi obbiettivi.

Lo sviluppo di tipo collaborativo ventiquattrore su ventiquattro sette giorni su sette tutt’intorno al mondo ci consente di raggiungere il miglior design pratico, liberamente fruibile attraverso la rete. Quando l’economia è guidata secondo questi principi si verifica un effetto benefico diretto sulla prosperità della comunità in cui si vive. Come risultato diretto dell’ abbassamento delle “barriere” economiche dei brevetti ogni comunità può incrementare il numero di prodotti e servizi che è in grado di fornire.

La collaborazione globale e la produzione non che il processo di design di tipo open consentono  di reperire il meglio, e che questo meglio sia di comune disponibilità. Questo Paradigma è in netta contrapposizione con quello vigente oggi, dove poche Corporation e multinazionali “producono il meglio” o hanno il controllo di tipo monopolistico, e dove per definizione il resto è mediocre. Lo sviluppo di una open economy ha in se il potenziale per aumentare la qualità dei servizi e prodotti sul mercato, in opposizione al concetto di mediocrità attraverso il protezionismo ed il monopolio.

Tutte le ricchezze provengono dalla natura – rocce, piante, luce solare e acqua- Queste si trovano ubiquitariamente. Nonostante ciò però la presenza di risorse strategiche produce risultati di conflitto per la loro appropriazione. “Hey, quello è il mio petrolio sotto la tua terra!”. La tecnologia open source può rispondere in maniera efficace a questo problema attraverso il principio della sostituibilità. Ci sono molti mezzi e vie per produrre risorse economicamente significanti e la resistenza ed elasticità delle comunità dipende dalle differenti opzioni che si hanno. Come nel caso in cui il libero accesso alla tecnologia diventi una cosa comune, ogni comunità potrà aumentare il suo livello di produttività e di adeguare il suo livello tecnico al punto tale che essa potrà sostituire ogni materiale precedentemente ritenuto strategico con una materiale di tipo sostitutivo reperibile in loco, senza andare ad incidere sullo standard della qualità della vita e contribuendo al mantenimento della pace sociale.

La trasparenza nella connessione tra tecnologia e natura significa che la gente inizierebbe a rispettare la natura. Questo succede se le persone capiscono che il loro benessere deriva direttamente dalla natura e dal rapporto di equilibrio che hanno con essa. Questa trasparenza è facilitata quando le attività economiche e di produzione avvengono il più possibile vicino alle persone e alle comunità, e non in luoghi distanti e fuori vista o che appartengono all’ immaginario geografico. E’ cosi che si crea una coscienza ambientale, quando si tenda a non distruggere l’ambiente in cui si vive. Oltre a ciò esiste anche una connessione diretta tra trasparenza della produzione e la rigenerazione della natura, e come le persone cominciano a fare scelte di produzione sana e sostenibile, comprendono il legame con la terra. Questo significa che le industrie non necessitano più di essere create e concentrate i una forma di landa tossica ma organizzate invece sotto forma di un eco-industria, su scala umana. Servizi in funzione dei bisogni dell’ uomo e non industrie centralizzate in competizione per il dominio del mercato.

Quindi la tecnologia e l’alfabetizzazione tecnologica sono un percorso per la riconnessine con la natura e non per distruggerla. La cosa appena detta però dipende dalla concentrazione e dall’ intensità del Know-how (Il saper fare) e della conoscenza tecnologica in ogni comunità, che viene direttamente dal concetto di Paradigma dell’Open: Informazione libera, comunicazione libera, “Open Everithing”. L’unico limite della densità ottimale di conoscenza produttiva è quando una comunità ha raggiunto il pieno sviluppo e la capacità di produrre in forma completamente autonoma tutto quello di cui ha bisogno per esistere, crescere e prosperare. Questo non significa che il commercio non debba esistere, anzi, ma che esso dovrebbe basarsi su cose che sono veramente necessarie alla comunità e alla sua stabilità e non più sul consumo dissennato. Di fatti come già visto quando una comunità è posta in una situazione di scarsità la razionalità se ne va fuori dalla finestra e le persone iniziano ad ammazzarsi fra di loro per accaparrarsi le risorse.

Per la prima volta nella storia abbiamo la possibilità di fare altrimenti. Accesso illimitato alle informazioni e alla tecnologia, grazie all’ ausilio dell’ era dei computer, significa che i conflitti basati sull’accaparramento delle risorse e causati dalla scarsità dei materiali possono diventare una cosa del passato. Questo può includere guerre, povertà, sovrappopolazione e persino la burocrazia, dato che essa non è altro che un mezzo creato per gestire la scarsità delle risorse. Oltre a ciò i costi fissi sono minimizzati attraverso la trasparenza tecnologica, tanto quanto la gestione di una popolazione tecnologicamente alfabetizzata, grazie all’open source,  che la renderebbe sempre più responsabile delle proprie azioni.

Questo non è un caso di conflitto tra ricchi e poveri, città e campagna, primo e terzo mondo, questo è un caso in cui l’accesso alla libera informazione aiuta tutti quanti. Come le barriere per entrare sono abbassate, le differenze sociali sono minimizzate. Come la produzione rimane alta, e tenderà ad aumentare grazie all’ eliminazione dello spreco da competitività, la prosperità non potrà fare altro che aumentare.

Si tratta di un cambiamento di Paradigma, che è il cuore dell’ Ecologia Open Source.

Questo non riguarda tanto l’evoluzione come esseri umani – al progresso culturale e scientifico – o saggezza che ci impedisce atteggiamenti insani. Ecologia Open Source stabilisce solo un punto di partenza e fondamento da cui evoluzione diventa possibile.

http://www.ted.com/talks/lang/it/marcin_jakubowski.html

Progetto OSE Italia

Come è ben noto a tutti esistono delle sostanziali differenze tra America ed Europa dal punto di vista Culturale, Territoriale e Legislativo che pongono dei limiti all’ applicabilità del progetto qui in Italia.

E’ nostro principale obbiettivo è quindi adattare il Progetto OSE alle strutture culturali e socio-economiche del nostro paese per permetterne una fattibilità effettiva secondo le norme vigenti in Italia.

In ordine d’importanza abbiamo individuato dei punti fondamentali da realizzare nel prossimo periodo:

Come primo punto stimo procedendo con la creazione di un associazione, ISEES “Iniziativa per lo Sviluppo Ecologico, Economico e Sociale” , che ci aiuterà alla divulgazione sul territorio nazionale del Progetto. Questa ci permetterà di creare corsi di formazione e campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi sulle principali tematiche del progetto OSE quali Ecologia e Sviluppo sociale ecocompatibile, Ricerca tecnologica e scientifica basata sul paradigma Open Source.

Come secondo obbiettivo ci siamo prefissi di procedere all’ adattamento dei progetti OSE e dei suoi macchinari secondo la Direttiva Macchine : http://it.wikipedia.org/wiki/Direttiva_Macchine

Questo ci permetterà di iniziare la produzione su scala europea delle GVCS e quindi una diffusione su tutto il territorio dell’Unione del progetto OSE.

Come terzo obbiettivo OSE Italia si è prefissato, una volta costituita l’Associazione ISEES, è la creazione di una FabLab.

Che cosa è una FabLab? http://www.fablabitalia.it/about#.T1norHlE8cg

La FabLab è un  luogo, un ibrido tra una fabbrica ed un laboratorio, dove sono locati macchinari ad alto contenuto tecnologico quali frese a controllo numerico, tagliatrici al Laser, acqua e tradizionali, stampanti 3D (RipRap) e tanto altro ancora dove creativi,  tecnici, designer e tutti coloro che hanno la voglia di mettersi a sperimentare e a creare il nuovo come quando facevamo da bambini sono i benvenuti, il tutto permeato dalla filosofia Open Source.

E’ nostra intenzione utilizzare la FabLab come luogo di aggregazione delle persone e delle menti dove fare rivoluzioni culturali e tecnologiche. Un vero e proprio “Eden Open Source” dove custodire e sviluppare nove idee capaci di cambiare il mondo o magari semplicemente di migliorarlo.

Successivamente la FabLab diventerebbe una Green FabLab dove costruiremmo le prime macchine OSE a norma.

Il quarto obbiettivo, che è per noi grande punto di orgoglio, è la possibilità di partecipare oggettivamente ed attivamente alla 3° conferenza internazionale della decrescita a Venezia.

http://www.venezia2012.it/

Questa importantissima rassegna internazionale si terrà dal 19 al 23 settembre 2012 a Venezia e ci permetterà di mostrare i nostri traguardi raggiunti ed i nostri futuri obbiettivi su una vetrina internazionale. Parteciperemo con un Active Workshop dove spiegheremo e  e assembleremo un paio di macchine OSE e dove terremo dei piccoli Talk e proietteremo dei video riguardanti OSE ed il progetto italiano.

Ma a cosa ci serve tutto questo?

Come ampliamente spiegato all’ interno del Paradigma OSE è nostra intenzione creare una Open Source Economy, ma come è possibile fare tutto ciò?

Uno degli obbiettivi finali che presumiamo di realizzare tra un anno circa è la creazione di un Impresa basata sui valori OSE e sulla sua etica.

Abbiamo creato un modello di sviluppo e ricerca basato sul sistema Wikispeed, (http://www.youtube.com/watch?v=x8jdx-lf2Dw) un approccio innovativo ed estremamente rapido di sviluppo ed organizzativo che, legato al costante sviluppo tecnico culturale della FabLab, ci permetterebbe un radicale cambiamento di approccio alla realtà produttiva migliorando la qualità del lavoro e della vita, ma più di tutto un costante miglioramento ed una sempre maggiore durata degli oggetti prodotti sradicando il principio dell’obsolescenza programmata intrinseca nelle cose oggigiorno in commercio.

Ma perché un Impresa?

Come è noto a tutti al giorno d’oggi per arrivare alla fine del mese serve un entrata monetaria tale che ci permetta di pagare i beni di sussistenza minimi e di creare quel minimo di confort per permetterci di vivere dignitosamente le nostre esistenze.

Quando si aderisce ad un ideale o ci si trova d’accordo con esso non sempre questo, oltre ad essere interessantissimo dal punto di vista filosofico, può portarci a dei significativi cambiamenti nella nostra esistenza. OSE, oltre ad un cambiamento di approccio alla vita, si propone anche come un fautore reale e concreto di mutamento dimostrando che su certi principi di ecologia e sviluppo economico alternativi è possibile sopravvivere, persino prosperare. Non ci è parso modo migliore di dimostrare tutto questo al mondo pensando appunto alla creazione di un Impresa nuova, dinamica e con alti valori aggiunti quali principi etici di produzione e l’alta ricaduta positiva sia sociale che ambientale.

E’ altresì vero che l’effettivo ed unico modo per cambiare concretamente un qualcosa è “infiltrarsi” al sue interno favorendone l’evolversi spontaneo su un modello che si dimostra essere vincente. E’ quindi necessario,  oltre che mostrare come il nostro sia un sistema che funziona, che è possibile migliorare un qualcosa di ormai sorpassato, vecchio e dannoso per tutti come l’attuale sistema di produzione e di sfruttamento forsennato delle risorse.

Se il nostro progetto si dimostrerà effettivamente vincente non solo avremmo un modello da implementare e diffondere ma anche un sistema di sviluppo alternativo che permetterà un significativo miglioramento e sviluppo di realtà ormai morenti come il mondo rurale o zone ad alto tasso di sottosviluppo economico-produttivo. Un sistema basato su un concetto distribuito di Imprese su tutto il territorio dove il primo beneficiario non è l’imprenditore di per sè ma la comunità che risiede attorno all’Impresa, e che è l’impresa stessa, e che rispecchia i principi cardine dei una sana economia.

Noi ci siamo incamminati per questa strada perché crediamo che l’unica cosa che possa effettivamente cambiare le cose sia AGIRE. Non per forza il nostro progetto è la cura, ma l’idea stessa di voler cambiare le cose e mettersi in gioco per farlo è l’atto che può portare al cambiamento. Noi non possediamo la ricetta per il successo o la soluzione ai problemi mondiali ma metteremo tutto il nostro sforzo nel cercare di cambiare qualcosa che e ormai irrimediabilmente disfunzionale e dannoso.

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