operazione tolleranza zero contro i killer delle balene

Le balene possono stare tranquille (più o meno). Dal porto di Melbourne, in Australia, è partita la Steve Irwin, il vascello degli eco-pirati di Sea Shepherd che hanno lanciato l’operazione “tolleranza zero” contro i balenieri giapponesi.

Come ogni estate australe, immancabilmente gli ambientalisti radicali di Sea Shepherd hanno deciso di dichiarare guerra ai pescatori del Sol Levante, e promettono una lotta durissima, affinché nessun cetaceo venga ucciso.Operazioni di guerriglia, nelle parole e – soprattutto – nei fatti. Sul sito dell’organizzazione si leggono frasi minacciose: “Il capitan Watson e il suo equipaggio si preparano a tornare più forti che mai e a solcare gli oceani del Sud, con lo scopo di rimandare a casa i cacciatori di balene giapponesi senza nessuna preda per le mani”.

Ma, al di là dello slogan battagliero, sulla nave Steve Irwin salpata da Melbourne non c’è traccia del fondatore dell’organizzazione, l’intrepido capitan Paul Watson, paladino di delfini e balene. Watson è infatti ricercato dall’Interpol.Nato a Toronto, ma cittadino onorario della città francese Saint Jean Cap Ferrat e indicato dalla rivista Times come uno dei 20 più grandi eroi-ecologisti del XXesimo secolo, Paul Watson, co-fondatore di Greenpeace, è un attivista che si è sempre sporcato le mani, attirandosi gli strali di intere nazioni.

Dal Giappone al Costa Rica, Watson negli ultimi 40 anni è diventato l’uomo simbolo degli eco-pirati mondiali e si è spesso macchiato di azioni ritenute illegali da diversi Paesi del mondo.

A sostituirlo sulla Steve Irwin per la nona capagna in difesa delle balene dell’Antartico adesso c’è il capitano indiano Siddharth Chakravarty, un giovane marinaio di Maharashtra alla sua seconda esperienza con la nave dei pirati anti-baleniere.

“Il nostro scopo – dice il novello capitano – è di porre fine alla caccia delle balene. Vogliamo fermare in modo permanente la caccia che è illegale nel santuario delle balene dell’Oceano del Sud, spazio protetto da una moratoria internazionale”.

E dalla contumacia gli fa eco Paul Watson: “Non siamo mai stati così forti e i balenieri giapponesi non sono mai stati tanto deboli. Dobbiamo avvantaggiarci di questa condizione di forza e portare questa campagna a casa”. Capitan Watson sprona i suoi. Prepariamoci ad assistere a delle vere e proprie battaglie navali in vecchio stile piratesco. I cacciatori nipponici sono avvertiti

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