Primarie del FAI: l’ambiente è una priorità culturale

“Chi non vorrebbe vedere in campagna elettorale personaggi come Giotto, Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi o Federico Fellini? Quanti considerano la cultura una risorsa fondamentale per il nostro Paese e vorrebbero avesse il posto che merita? Se non puoi scegliere il candidato, scegli le sue idee.

 

E’ questo il pensiero dell’iniziativa promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, nelle Primarie della Cultura, l’iniziativa conclusasi ieri, che ha dato l’opportunità ai cittadini di votare online le priorità in tema di ambiente e cultura da suggerire al prossimo governo. I temi in gara erano quindici e spaziavano dalla cultura allo sviluppo del turismo e alla salvaguardia dei beni architettonici e paesaggistici, dal consumo di suolo allo svuotamento dei centri storici, nonché all’aumento di ore di storia dell’arte nei programmi scolastici. I voti registrati sono stati oltre centomila, segno che i temi proposti stanno a cuore agli italiani. Quelli più caldi, rientrati nella Top Five, riguardano i fondi da destinare alla cultura, la protezione del suolo, la sicurezza del territorio, la promozione dell’agricoltura, il diritto allo studio, secondo questo ordine: “Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura” (17,5% dei votanti), “Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio” (14,9%), “Io non dissesto: piani certi per la sicurezza del territorio” (9,5%), “Agri-cultura: più lavoro e benessere a km zero” (8,8%), “Diritto allo studio, dovere di finanziarlo” (7,8%).

 

Greenews.info ha commentato i risultati con il Direttore dei Rapporti Istituzionali del FAI, Sofia Bosco.

 

Dott.ssa Bosco, dai risultati si può affermare che il nostro paesaggio è, in fondo, la nostra cultura: tra le questioni più rilevanti, infatti, troviamo la difesa del suolo e la protezione del territorio dal dissesto idrogeologico…

Sì, tra i primi cinque troviamo anche l’agricoltura. Ci ha stupito come tra i più votati, ben tre temi su cinque pongano l’attenzione al paesaggio e al territorio piuttosto che ai beni culturali: ci saremmo aspettati un numero maggiore di voti per il sostegno del progetto MiBAC 2.0 e per le agevolazioni riguardo alle start-up giovanili. Dai risultati emerge invece come l’ambiente sia considerato per i giovani una priorità per il proprio futuro. Questi risultati fanno emergere una grande novità: il paesaggio, il territorioe l’ambiente in cui viviamo sono elementi chiave della nostra cultura e della nostra storia e devono essere valorizzati e difesi attraverso politiche orientate a uno sviluppo sostenibile.

 

Come è nata l’iniziativa delle Primarie?

Da un suggerimento dei Giovani del FAI, gruppo autonomo, che vede nel FAI un ente concreto per appoggiare queste idee innovative. Questi brillanti ragazzi sono venuti ad incontrarci alla Fiera di Milano e, visto il periodo vicino delle elezioni – poiché spesso si parla del futuro dei giovani ma difficilmente lo si fa con loro in prima persona – hanno pensato di mettersi in gioco con questa iniziativa delle Primarie della Cultura. In cinque giorni, nel periodo pre-natalizio,  hanno delineato la bozza del progetto, che è stato completato grazie alla loro passione e alla disponibilità di una società di informatici che ha lavorato giorno e notte per poter presentare le Primarie il 7 gennaio. Il FAI ha contribuito e aiutato i ragazzi in questa iniziativa. Ci riteniamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, perché di contro a un ritratto stereotipato che vede spesso i giovani come “anestetizzati e infantili”, data loro la possibilità di esprimersi, è emerso invece come possano fare un eccellente lavoro.

 

Hanno votato online oltre centomila persone: forse gli abitanti del Belpaese stanno prendendo consapevolezza dello scempio ai danni dei beni culturali e paesaggistici?

Credo che ci si stia finalmente rendendo conto che il nostro territorio è materia prima della collettività ed è una proprietà che ci stanno rubando in questo processo irreversibile di rovina. Gli italiani capiscono ora che un dissesto idrogeologico porta a catastrofi, che un terremoto porta via il nostro patrimonio culturale e quindi parte della nostra storia, che i fiumi esondano per scarsa manutenzione ecc.. Oggi c’è una maggior attenzione ai temi dell’ambiente perché iniziamo a sentire sulla nostra pelle che l’economia sta creando un disastro anche a livello ambientale e questo in futuro sarà sempre più grave, perché allontanerà il turismo e gli investimenti stranieri. E’ molto difficile contrastare un meccanismo di abbandono una volta che sia iniziato, ma, anche se tardi, è importante che si raggiunga la consapevolezza dell’irreversibilità di queste azioni.

 

L’iniziativa ha spopolato sui social network (anche con l’invenzione della “catena di San Luca”): come si potrà mettere a frutto questo successo per ottenere più attenzione al tema del diritto allo studio e incentivi per le start-up giovanili?

Innanzitutto va ribadito che centomila persone che si sono espresse sul web e con passaparola sono davvero tante. Alla conferenza stampa erano presenti anche i rappresentanti dei partiti in gara per le elezioni. I 15 temi proposti dal FAI sono stati infatti una sintesi delle maggiori emergenze sulle quali si dovrebbe intervenire oggi: considerato che da qualche parte bisogna pur iniziare, il fatto di raccogliere un decalogo è stato sicuramente un primo aiuto per inserire questi temi nei programmi politici.

 

Ma ora che c’è “un vincitore”, come si potrà, concretamente, riuscire a proporre il tema a livello di azione politica?

Noi ci abbiamo provato: i ragazzi sono stati coraggiosi e il FAI ha sostenuto questa iniziativa: ora più che mai si rende necessaria un’inversione di tendenza. Dobbiamo renderci conto che noi, come cittadini, abbiamo il potere di cambiare le cose ed è nostro diritto lottare per far arrivare queste idee in politica. La grande opportunità offerta dalle Primarie della Cultura è quindi legata al bisogno di far sentire maggiormente la voce di quei cittadini che non sopportano più il triste spettacolo del degrado della loro storia e della loro identità.

fonte:lastampa.it

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