Un ‘fisco illuminato’ nella strategia energetica

Ridurre il consumo di energia ed elettricità pro-capite, diminuire la quota di energia generata da fonti fossili, sostituire la produzione di energia elettrica delle centrali nucleari con un graduale e progressivo aumento dell’efficienza degli attuali sistemi di erogazione e una maggiore produzione acquisita da fonti rinnovabili. Infine, mettere a punto, entro un termine ragionevole, una vera e propria riforma fiscale in campo energetico. Sono questi gli obiettivi contenuti nel primo e secondo pacchetto di misure per la progressiva trasformazione del sistema di approvvigionamento energetico della Confederazione elvetica al quale ‘Fisco Oggi’, il notiziario dell’Agenzia delle Entrate dedica un articolo.

Un insieme di interventi su cui, a cominciare da una prima parte, il Consiglio federale ha avviato una consultazione pubblica che si chiuderà ufficialmente il 31 gennaio 2013.

Tra le condizioni indicate per dare attuazione al complesso delle prime misure nella fase antecedente e successiva alla consultazione, rileva ‘Fisco Oggi’, c’è la revisione totale dell’attuale legge sull’energia e approvazione di altre modifiche legislative per contribuire al raggiungimento degli obiettivi del piano di riforma. In questo contesto un ruolo di rilievo è attribuito anche alla fiscalità.

Il Consiglio federale elvetico ha infatti dato mandato al Dipartimento federale delle finanze (Dff) di preparare, per la seconda fase della strategia energetica, una riforma fiscale in campo energetico che tenga conto di una variabile non più trascurabile, l’ambiente. Un progetto per la consultazione pubblica dovrebbe essere pronto entro la fine del 2014.

Mettere a punto una serie di incentivi per accrescere l’efficienza energetica e ridurre i consumi. Sono questi, in estrema sintesi, gli obiettivi della riforma fiscale ecologica, parte integrante della strategia energetica da qui al 2050. La politica climatica e quella energetica, per il periodo successivo al 2020, rileva ‘Fisco Oggi’, dovranno essere strutturate secondo un orientamento comune che tenga conto dell’aspetto legislativo, economico e delle abitudini dei consumatori.

Come, ad esempio, introdurre in Costituzione una norma per cui la tassa sulla CO2 e il supplemento per la remunerazione dell’immissione di elettricità siano accorpati in un’unica tassa sull’energia. Una tassa che, in ogni caso, potrà essere poi ridotta a seconda dello sviluppo del mercato e del livello di raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.

Definire le caratteristiche della tassa, studiare le modalità che consentano la restituzione, indicare quali effetti potrà essere in grado di produrre. Sono questi gli aspetti che il Consiglio federale ha chiesto espressamente di approfondire in vista di una sua introduzione nel prossimo futuro. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di favorire un utilizzo parsimonioso dell’energia mentre la sua funzione specifica di finanziare le misure di promozione del risanamento energetico. Per questa seconda fase è prevista l’elaborazione di un rapporto sull’indagine conoscitiva ed, entro il 2014, avviata una procedura di consultazione per la nuova norma costituzionale. L’obiettivo è accrescere l’efficienza energetica e ridurre i consumi.

Entro il 2035, secondo quanto prevede il primo pacchetto di misure, il consumo energetico dovrà essere ridotto, in termini di consumo medio annuo pro capite, del 35% rispetto al valore del 2000, dovrà essere aumentata la produzione annua della forza idrica ad almeno 37,400 gw/h e la quota delle altre energie rinnovabili il fino a 11,940 gw/h entro il 2035.

Tra le misure più importanti figurano quelle sugli standard per gli edifici di vecchia e nuova costruzione, sulle norme edilizie cantonali in materia energetica, sulle emissioni di CO2 per le automobili di nuova immatricolazione, sul consumo di energia per gli apparecchi elettrici e l’illuminazione.

 

 

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